quando non si puà attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore

Una giovane donna palestinese indossa una corona di fiori sul suo hijab e accenti dorati nel trucco degli occhi nella Città Vecchia di Gerusalemme mentre si reca alla preghiera nel complesso della moschea di Al Aqsa che segna Moulid al-Nabi, il...

Una giovane donna palestinese indossa una corona di fiori sul suo hijab e accenti dorati nel trucco degli occhi nella Città Vecchia di Gerusalemme mentre si reca alla preghiera nel complesso della moschea di Al Aqsa che segna Moulid al-Nabi, il compleanno del profeta Maometto, martedì, 19 ottobre 2021.

(Foto di Maya Alleruzzo/AP Photo)

Jacob Sharvit, direttore dell'Unità di archeologia marina dell'Autorità per le antichità israeliane, tiene in mano una spada lunga un metro, che secondo gli esperti risale ai crociati, nel porto marittimo mediterraneo di Cesarea, in Israele, martedì...

Jacob Sharvit, direttore dell’Unità di archeologia marina dell’Autorità per le antichità israeliane, tiene in mano una spada lunga un metro, che secondo gli esperti risale ai crociati, nel porto marittimo mediterraneo di Cesarea, in Israele, martedì 19 ottobre. 2021. L’Autorità ha detto che lunedì un subacqueo era in un’immersione di fine settimana nel nord di Israele quando ha individuato una serie di antichi manufatti che includevano ancore, ceramiche e la spada.

(Foto di Ariel Schalit/Foto AP)

Sleeping Beauty (Bella dormiente)
La città di Churchill (Manitoba, Canada), ad ovest della Baia di Hudson, è conosciuta come la capitale mondiale degli orsi polari per l'alta concentrazione di questi animali in autunno e per le compagnie che...

Sleeping Beauty (Bella dormiente)

La città di Churchill (Manitoba, Canada), ad ovest della Baia di Hudson, è conosciuta come la capitale mondiale degli orsi polari per l’alta concentrazione di questi animali in autunno e per le compagnie che organizzano escursioni per osservarli. Utilizzando droni e fotocamere telecomandate, il fotografo naturalista Martin Gregus è stato in grado di studiare il comportamento e la personalità di 27 diversi esemplari.

foto MARTIN GREGUS

‘Wildlife Photographer of the Year 2021’
Gil Wizen (Israele / Canada) trova un ragno errante brasiliano velenoso nascosto sotto il suo letto. Dopo aver notato che c'erano piccoli ragni in tutta la sua stanza, Gil guardò sotto il letto. Lì, a guardia...

‘Wildlife Photographer of the Year 2021’

Gil Wizen (Israele / Canada) trova un ragno errante brasiliano velenoso nascosto sotto il suo letto. Dopo aver notato che c’erano piccoli ragni in tutta la sua stanza, Gil guardò sotto il letto. Lì, a guardia dei suoi piccoli, c’era uno dei ragni più velenosi del mondo. Prima di spostarlo in sicurezza all’esterno, ha fotografato il ragno errante brasiliano di dimensioni umane usando una prospettiva forzata per farlo sembrare ancora più grande. Il ragno errante brasiliano vaga di notte per il suolo della foresta alla ricerca di prede come rane e scarafaggi. Il suo veleno tossico può essere mortale per i mammiferi, compreso l’uomo, ma ha anche usi medicinali.

GIL WIZEN / FOTOGRAFO NATURALISTICO DELL’ANNO (FAMIGLIA)

Cile. Un bacio di coppia in mezzo all'incendio causato da una delle barricate durante le proteste, saccheggi, incendi che si registrano in varie città del Paese sudamericano
foto IVAN ALVARADO

Cile. Un bacio di coppia in mezzo all’incendio causato da una delle barricate durante le proteste, saccheggi, incendi che si registrano in varie città del Paese sudamericano

foto IVAN ALVARADO

Una coppia di astronauti di una squadra europea e israeliana camminano in tute spaziali durante una missione di addestramento sul pianeta Marte in un luogo che simula una stazione fuori dal mondo nel cratere Ramon a Mitzpe Ramon, nel deserto del...

Una coppia di astronauti di una squadra europea e israeliana camminano in tute spaziali durante una missione di addestramento sul pianeta Marte in un luogo che simula una stazione fuori dal mondo nel cratere Ramon a Mitzpe Ramon, nel deserto del Negev, nel sud di Israele. Diversi astronauti provenienti da Portogallo, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Austria e Israele trascorrono un mese isolati dal mondo, lasciando il loro habitat in tute spaziali come se fossero su Marte.

foto AFP JACK GUEZ

Gli studenti hanno dato fuoco a un manifesto del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, durante una protesta a Torino indetta in occasione della giornata di sciopero generale che sta vivendo il Paese.
foto ALESSANDRO DI MARCO

Gli studenti hanno dato fuoco a un manifesto del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, durante una protesta a Torino indetta in occasione della giornata di sciopero generale che sta vivendo il Paese.

foto ALESSANDRO DI MARCO

Ci risiamo.
Barbara Palombelli a “Forum” torna ad esibirsi in un suo (ormai) grande classico: la colpevolizzazione a tutti i costi della donna.
I fatti.
Chiara fa un figlio con un uomo, ai tempi suo amante. Di fronte alla prospettiva della paternità,...

Ci risiamo.

Barbara Palombelli a “Forum” torna ad esibirsi in un suo (ormai) grande classico: la colpevolizzazione a tutti i costi della donna.

I fatti.
Chiara fa un figlio con un uomo, ai tempi suo amante. Di fronte alla prospettiva della paternità, Roberto si spaventa e fugge da lei e dal figlio, salvo poi pentirsene anni dopo e pretendere di fare il padre in virtù del legame biologico, dopo anni di assenza.

Su una storia così pesante e delicata, Palombelli non trova niente di meglio da fare che scaricare – tanto per cambiare – la responsabilità su di lei con una serie di frasi che suonano agghiaccianti:

“Tutte le accuse che Chiara rivolge a Roberto ricadono su di lei perché in qualche modo il padre di Ginevra l’ha scelto lei.”
E uno.

“Sicuro ci sono dei padri degeneri, ma che siano completamente innocenti le madri non ne sono convinta.”
E due.

Fino all’incredibile:
“Purtroppo o per fortuna ce li scegliamo i padri dei nostri figli, quindi una deve usare un po’ il cervello prima.”

Tradotto? Non è (solo) colpa dei padri che sbagliano – guai – ma delle donne che li hanno scelti.

Siamo ancora fermi qui, nel 2021, con frasi di questo livello, su una rete nazionale, davanti a milioni di persone. Pronunciate da una donna (!!!)

Ma cosa deve fare ancora Palombelli per essere sanzionata dall’ordine e sospesa da ogni trasmissione?

Lorenzo Tosa

No al fenomeno spose bambine ovunque

“Spose bambine, anche negli Usa è legale sposarsi a 11 anni. Tra il 2000 e il 2015 ci sono stati circa 250mila casi di matrimoni di minori”.

Avete mai visto campagne di Save The Children, Amnesty International o HRW contro il fenomeno spose bambine negli USA?

Saleh Zaghloul
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– Sherry Johnson aveva 11 anni quando sua madre le chiese se avrebbe voluto sposarsi. Non che la risposta importasse, la decisione era già stata presa.

Sherry doveva sposarsi, lo avevano deciso gli anziani della chiesa Pentecostale che la sua famiglia frequentava. Il suo stupratore, di nove anni maggiore di lei, sarebbe diventato suo marito ed ogni cosa sarebbe tornata al suo posto. Nessuno avrebbe più indagato, sua figlia – nata quando Sherry aveva appena 10 anni – avrebbe avuto il nome del padre. Tutto sarebbe tornato a posto. Tranne la sua vita.

NEGLI USA SONO UN FENOMENO LEGALE
La sua storia non arriva dalle lande più oscure del pianeta. È accaduta negli Stati Uniti, paese che pure difende nei consessi internazionali il diritto delle bambine ad essere tali, e non spose prima del tempo. Sherry è una delle tante. Tra il 2000 e il 2015 ci sono stati circa 250mila casi di matrimoni di minori, secondo le stime di Unchained at Last, l’organizzazione che si batte perché vengano introdotte leggi specifiche. Oggi negli Usa le spose bambine sono di fatto un fenomeno legale.

In 25 Stati non sono esplicitati limiti d’età per le nozze. In quasi tutti gli altri è possibile a 13-14 anni e sono previste alcune condizioni, come il consenso dei genitori o in caso di gravidanza. (…)

Le spose bambine sono un fenomeno trasversale alle diverse fedi religiose e con una costante comune: la povertà. Non solo economica, ma anche culturale. Sono nella gran parte dei casi ragazzine stuprate, date in spose per evitare i rigori della legge là dove questa vieta il sesso con i minori. Le nozze sono persino un modo per mascherare la tratta delle minorenni, quando dovesse cadere sotto la lente degli investigatori. O per evitare lo scandalo, come è accaduto a Sherry Johnson, che oggi è un’attivista che si batte per evitare ad altre quello che ha subito. Nove figli e l’impossibilità di uscire dal suo personale incubo proprio perché minorenne: costretta alle nozze, ma non grande abbastanza per chiedere il divorzio dal suo stupratore. “Hanno preso le manette che avrebbero dovuto mettere ai suoi polsi per metterle a me”, racconta. Niente più scuola, niente futuro, una bimba che cresce altri bambini.

Solo il 14 per cento dei matrimoni al di sotto dei 18 anni negli Usa avviene tra minori. Nella maggior parte dei casi le bambine sposano uomini di età compresa tra i 18 e 29 anni. E poi ci sono i mostri. Una ragazzina di 14 anni sposata con un 74enne in Alabama e una 17enne con un uomo di 65 in Idaho. La maggioranza delle giovani spose ha tra i 16 e i 17 anni. Ma ci sono casi record. Nel 2001 si sono registrati tre matrimoni con altrettante ragazzine di 10 anni, gli sposi avevano invece 24, 25 e 31 anni. In Alaska, Louisiana e South Carolina sono state concesse licenze matrimoniali a bambine di 12. Insieme all’Arkansas e il Kentucky, l’Idaho è lo stato con la maggiore incidenza di matrimoni di minori (oltre 20 ogni 10.000 abitanti). E’ qua che vive Angel, che oggi ha 26 anni e cinque figli, due dalle seconde nozze. Gli occhi le si riempiono di lacrime davanti alle telecamere della Bbc, quando pensa a come poteva essere e non è stato. (…)

Marina Mastroluca per Strisciarossa

https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2017/10/30/news/spose_bambine-179747367/?fbclid=IwAR25msetPYVE1hzLLMLIMeZiq-zjyroZSUMQwlZwMYZ7aSPPBi3fFGplCH4

E fu così che, durante l'appuntamento, lei si inginocchió davanti alla cappella..
♫♪ L'ALeK ♪♫

E fu così che, durante l’appuntamento, lei si inginocchió davanti alla cappella..

♫♪ L’ALeK ♪♫

Don Chisciotte
Riky Mazzini e Laura Tealdo

Riky Mazzini e Laura Tealdo

E chi l’avrebbe detto?
La storia che da giorni impazza su WhatsApp sulla donna incinta no Green Pass che avrebbe perso il bambino a causa delle manganellate della polizia, è falsa. Tutta la storia.
La foto allegata con una donna a terra (non incinta)...

E chi l’avrebbe detto?

La storia che da giorni impazza su WhatsApp sulla donna incinta no Green Pass che avrebbe perso il bambino a causa delle manganellate della polizia, è falsa. Tutta la storia.

La foto allegata con una donna a terra (non incinta) risale addirittura a 7 anni fa, agli scontri tra polizia e antagonisti. In compenso però si è scoperto che la notizia è stata diffusa ad arte da qualche manina molto (molto) ben organizzata proprio durante il voto. Manina a cui la polizia si spera possa dare presto un nome.

Così vediamo chi e perché l’ha diffusa su centinaia di migliaia di dispositivi.

Leonardo Cecchi

Mahatma Grandi
Ci sono ancora persone - giornalisti, intellettuali e miei concittadini - che con grande naturalezza dicono - “ …Però Sgarbi come critico è bravo, di arte ne sa”.
Questa dichiarazione risale al 2018. Da allora, Sgarbi ha ricevuto richieste di...

Ci sono ancora persone – giornalisti, intellettuali e miei concittadini – che con grande naturalezza dicono – “ …Però Sgarbi come critico è bravo, di arte ne sa”.
Questa dichiarazione risale al 2018. Da allora, Sgarbi ha ricevuto richieste di candidatura a sindaco o come assessore alla cultura un po’ ovunque.

E allora, dentro quel “però” tornano alcune domande.
A cosa serve l’arte? A cosa serve la cultura?
In alcuni casi – quando l’antifascismo e la coscienza civica di una società vacillano – a darti un terreno semi-giustificante (“però di arte ne sa”) del nazismo verbale praticato con la laurea.
La seconda domanda è: per quale motivo i partiti di destra continuano ad offrirgli cariche ad ogni elezione? E per quale motivo nessuno, dai giornalisti ai cittadini, obietta – mai – non dico le sue condanne legali, ma le sue credenziali politiche, intellettuali?
La terza domanda è: per quale benedetto motivo i programmi televisivi di Rai, Mediaset e LA7, di destra o di centrosinistra, continuano ad invitarlo, pagandolo, come commentatore politico – anziché bandirlo?

A volte penso a Pasolini.
E mi immagino cosa direbbe di questa melma che odora di fascismo – che di arte ne sa.

Alessandro Negrini

buon pomeriggio

Aveva 32 anni Mustapha, faceva il boscaiolo al Cadore ed è morto schiacciato da dei tronchi.
Era venuto in Italia 6 anni fa, parlava anche un po’ di dialetto bellunese. Una persona onesta, buona, corretta, come dicono oggi gli amici. Lascia 4 figli...

Aveva 32 anni Mustapha, faceva il boscaiolo al Cadore ed è morto schiacciato da dei tronchi.

Era venuto in Italia 6 anni fa, parlava anche un po’ di dialetto bellunese. Una persona onesta, buona, corretta, come dicono oggi gli amici. Lascia 4 figli in Gambia, a cui mandava regolarmente i soldi.

Mustapha è l’ennesima vittima sul lavoro. Alla sua morte se ne sommano tante altre. Uomini e donne di ogni età morti mentre lavoravano per portare a casa il necessario per vivere.

Per questi scempi si deve manifestare e lottare. Per la tutela del lavoro, della sua sicurezza, della sua giusta retribuzione. Per risolvere il problema lavoro, nelle sue mille sfaccettature, in Italia.

Non per questioni che a confronto con le morti bianchi sono, francamente, ridicole

leonardo Cecchi

democrazia è il fucile in spalla agli operai

Livelli di istruzione in Italia mai così bassi: le disuguaglianze non sono casuali

I livelli di istruzione e partecipazione nel nostro Paese sono tra i più bassi in Europa. A certificarlo è l’Istat.

I laureati in Italia sono il 20,1% della popolazione, mentre nel Vecchio continente sono il 32,8%. Ampie sono anche le differenze sul territorio nazionale. Nel Mezzogiorno sono il 16,2%, al Nord sono il 21,3% ed al Centro il 24,2%.

L’Istituto di statistica registra un’analoga distanza con la quota di popolazione che ha almeno un diploma. Nell’Unione europea a 27 sono il 79,0%, nel nostro Paese il 62,9%. Le disparità sono evidenti anche tra il Nord ed il Sud Italia.

Nel Meridione solo il 38,5% di adulti ha il diploma di scuola superiore, mentre nel Nord e nel Centro sono circa il 45%. Nel 2020 i giovani che hanno abbandonato gli studi sono stati il 13,1%. Il maggior numero, cioè il 16,3%, è stato registrato nel Mezzogiorno, l’11,0% al Nord e 11,5% al Centro.

L’abbandono scolastico, sottolinea l’Istituto di ricerca, è maggiore tra gli studenti i cui genitori hanno conseguito solo la licenza media o che esercitano una professione non qualificata oppure non hanno un’occupazione stabile.

Il report dell’Istat è una ulteriore conferma dell’esistenza delle ingiustizie e delle disuguaglianze sia a livello continentale che sul territorio nazionale.

I giovani meridionali come i loro padri non hanno le stesse opportunità formative e professionali dei loro coetanei del centro e del nord del Paese.

Il livello di istruzione ha anche implicazioni politiche e sociali. Per i populisti ed i sovranisti tanto più basso è il livello culturale dei cittadini tanto più facile sarà per loro ottenerne il consenso.

La crescita culturale è indispensabile per il progresso civile di una comunità, ma questa non potrà esserci se non sarà accompagnata da una riduzione delle ingiustizie e delle disuguaglianze economiche e sociali.

“Siete proprio come vi vogliono i padroni: servi, chiusi e sottomessi. Se il padrone conosce 1000 parole e tu ne conosci solo 100 sei destinato ad essere sempre servo”. (Don Lorenzo Milani)

Di Giovanni Pulvino per Kulturjam

Secondo un’analisi di openpolis sulla base dei dati OCSE, l’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea dove i lavoratori guadagnano meno di 30 anni fa.
Fra il 1990 e il 2020, infatti, il salario medio reale è diminuito del 2,9% e l’anno scorso era di...

Secondo un’analisi di openpolis sulla base dei dati OCSE, l’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea dove i lavoratori guadagnano meno di 30 anni fa.
Fra il 1990 e il 2020, infatti, il salario medio reale è diminuito del 2,9% e l’anno scorso era di circa 32.700 euro.

Ecco perché dal 2013 il MoVimento 5 Stelle propone l’introduzione del #SalarioMinimo.

Malgrado 4,5 milioni di lavoratrici e lavoratori, secondo l’INPS, guadagnino meno di 9 euro lordi all’ora, il nostro è uno dei pochi Stati membri dell’Ue in cui questa misura non c’è.

Non possiamo aspettare oltre: serve il salario minimo e serve subito!

Laura Ferrara

Riace ed il signor Biase.

La sua storia è quella di un uomo sfruttato come un asino per quasi tutta la sua vita. Lavorava come bracciante nelle campagne dei nobili del paese. Non prendeva soldi, perché in cambio questi signori gli avevano promesso le cosiddette “giornate agricole”, ovvero un gruzzolo messo da parte a fini pensionistici.

Ma dopo 50 anni a spaccarsi la schiena il suo conto era vuoto, così come la sua casa, così come la sua anima. Lo hanno ingannato tutti, Biase. Tutti tranne lui: Domenico Lucano.

Nella sua agenda, non appena diventato sindaco, il nome di quell’uomo non scolarizzato, taciturno, con la gobbetta e le mani sporche, era al primo posto. E così fu.

Biase è diventato il capo degli asini. Gestisce con orgoglio, cura con solerzia e porta a spasso col sorriso la gloriosa flotta dei “ciucci” di Riace. Si alza all’alba, prepara tutto e parte con loro nelle viuzze del paese per raccogliere la differenziata.

È felice ed è pure pagato. E dovreste vederlo mentre redarguisce le persone se trova nella plastica il fazzoletto di carta!

Biase oggi è semplicemente “il signor Qualcuno”. C’ha pure una fidanzata bulgara. Si sì, è pienamente consapevole che lei sta con lui perché ha lo stipendio. Però lei lo ha portato al suo paese per fargli rimettere i denti nuovi. Non sarà amore, ma quant’è bella la compagnia nelle sere fredde d’inverno.

Se a Mimmo ce lo portano via sappiate che a raccontare la favola ci sarà sempre lui, Biase. Lo troverete verso le 17 al bar del paese seduto al tavolo che sorseggia la sua bevanda preferita: una dreher rigorosamente calda.

Turiddu Sicilia

https://href.li/?http://www.sinistraineuropa.it/storie/anarchia-e-scienza-la-riflessione-di-errico-malatesta-di-quasi-100-anni-fa/

Errico Malatesta, il nonno degli anarchici italiani, rifletteva così, un centinaio di anni fa, sulla scienza e sulla medicina.

“Riceviamo degli inviti a far la propaganda a favore di questo o quel sistema curativo, fregiato degli aggettivi «razionale», «naturale», ecc., accompagnati da critiche, giuste o ingiuste, contro «la scienza ufficiale».

Noi non ne faremo nulla, perché non crediamo che l’essere anarchici dia a noi o ad altri il dono soprannaturale di sapere quello che non si è studiato.

Comprendiamo tutto il male che l’attuale organizzazione sociale, fondata sull’egoismo e sul contrasto degli interessi, fa allo sviluppo della scienza ed alla sincerità degli scienziati. Sappiamo che molti medici, spinti dall’avidità e spesso forzati dal bisogno, prostituiscono quella che dovrebbe essere una delle più nobili missioni umane, e ne fanno un vile mercimonio. Ma tutto questo non ci impedisce di comprendere che la medicina è una scienza ed un’arte difficilissima che richiede lungo ed arduo tirocinio e non si apprende per intuizione – e per conto nostro, quando fosse il caso, preferiremmo ancora affidare la nostra salute ad un medico disonesto, piuttosto che ad un’onestissimo ignorante il quale credesse che il fegato si trova nella punta dei piedi.

Secondo noi hanno torto quei compagni che prendono partito per un dato sistema terapeutico solo perché l’inventore professa, più o meno sinceramente, idee anarchiche e si dà l’aria del ribelle e tuona contro «la scienza ufficiale». Noi, al contrario, ci mettiamo subito in guardia se vediamo che uno vuole avvalersi delle sue idee politiche per far accettare le sue idee scientifiche e ne fa una questione di partito.

Vi è tra noi la tendenza a trovare vero, bello e buono tutto ciò che si presenta sotto il simpatico manto della rivolta contro «le verità» ammesse, specie se è sostenuto da chi è, o si dice, anarchico. Il che dimostra una deficienza di quello spirito di esame e di critica che dovrebbe essere sviluppatissimo negli anarchici.

Sta bene il non considerare come definitiva nessuna delle conquiste dell’intelligenza umana ed aspirare sempre a nuove scoperte, a nuovi progressi, ma bisogna badare che non sempre il nuovo è migliore del vecchio, e che la qualità di anarchico non porta con sé il dono della scienza infusa. […]

In altri termini, noi domandiamo semplicemente che chi vuole parlare di una cosa si prenda prima la briga di studiarla. Se vi sono dunque dei compagni che si sentono la competenza di discutere di materie sanitarie lo facciano pure, ma non domandino a noi di parlare di quello che noi non sappiamo.

Del resto, noi conosciamo dei valenti medici che professano le idee anarchiche; ma essi non parlano di anarchia quando fanno della scienza, o ne parlano solo quando la questione scientifica diventa questione sociale, cioè quando constatano che l’attuale organizzazione sociale inceppa i progressi della medicina ed impedisce che essi siano applicati a beneficio di tutta l’umanità.”

Errico Malatesta, “Pensiero e Volontà”, 1 marzo e 1 maggio 1924.

@MamAfricaO - Alina
MUSSOLINI E IL PORCO
Durante un trasferimento in auto, l'autista di Mussolini investe un maiale che gli si para davanti in una strada di campagna. Il duce gli dà istruzioni: “Dobbiamo avvisare i padroni dell'animale. Va in quel casolare laggiù, digli...

MUSSOLINI E IL PORCO

Durante un trasferimento in auto, l’autista di Mussolini investe un maiale che gli si para davanti in una strada di campagna. Il duce gli dà istruzioni: “Dobbiamo avvisare i padroni dell’animale. Va in quel casolare laggiù, digli che sei il mio autista e raccontagli tutto… Vedrai che capiranno”.
Poco dopo l’autista torna verso la macchina con una cesta piena di prosciutti, salami, formaggi e fiaschi di vino. Il duce chiede: “Come mai tutto quel ben di Dio?” L’autista risponde: “Duce, ho solo fatto come mi ha detto lei! Sono entrato e ho detto “Salve, sono l’autista di Mussolini. Ho ammazzato il porco” – e loro mi hanno riempito di doni!”

(Nella foto la faccia del mussolini dopo aver ascoltato la risposta dall’autista)

Loredana Bettio

Questa è la maxistoria di Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio eletto alle regionali del 2018 con il M5S (poi espulso dal movimento nell’aprile del 2020).
Ieri, Davide, che oltre ad essere un esimio studioso delle sciekimike è anche un...

Questa è la maxistoria di Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio eletto alle regionali del 2018 con il M5S (poi espulso dal movimento nell’aprile del 2020).

Ieri, Davide, che oltre ad essere un esimio studioso delle sciekimike è anche un convinto oppositore del vaccino, si era barricato nel suo ufficio alla Regione assieme alla deputata ex grillina no vax Sara Cunial (quella convinta che fosse più facile morire colpiti da un asteroide che di Covid) per protestare contro il green pass (che loro, chiaramente, non hanno).

“Dovranno portarci via con la forza” dichiaravano i due indomiti rappresentanti del popolo in un video postato su Facebook.
La sfida al sistema ormai era stata lanciata, nulla sarebbe più stato come prima.

Il problema è che entrambi non avevano pensato che, prima o poi, avrebbero dovuto anche nutrirsi.
Così, quando un certo languorino ha iniziato a farsi sentire, Barillari è sceso al bar interno all’edificio della Regione per comprare qualcosa da mangiare.

Purtroppo, però, lì ha scoperto che per entrare serviva il green pass.

Così, vinti dai tremendi morsi della fame, dopo ben 10 ore di eroica protesta, i due sono stati costretti a desistere e a tornarsene a casetta loro.
Ma la lotta senza quartiere era solo rinviata.

L’ultima comunicazione da parte di Barillari, dopo aver incolpato dell’accaduto una fantomatica “sanificazione” dell’edificio, è stata: “Ora siamo al consolato svedese a chiedere asilo politico”.

Ma volete sapere qual è la cosa davvero meravigliosa?

Che Barillari non ha ancora scoperto che, per entrare in Svezia, serve il green pass.

E. Rubbi

Nico Comix

Nico Comix

A me vedere lo sgombero del varco 4 al molo di Trieste non è piaciuto, come non mi piace nessuno sgombero, come non mi piace mai quando la polizia allontana con la forza la gente che manifesta.
Non riesco proprio ad essere felice quando vedo quelle...

A me vedere lo sgombero del varco 4 al molo di Trieste non è piaciuto, come non mi piace nessuno sgombero, come non mi piace mai quando la polizia allontana con la forza la gente che manifesta.
Non riesco proprio ad essere felice quando vedo quelle scene, mi dispiace.

Ciò premesso, leggo gente che parla ancora di “dittatura” e di “Cile di Pinochet”.
Ecco: no, ragazzi, no.
Pinochet i dissidenti li faceva lanciare dagli aeroplani in volo.

Ho letto gente che parla di “morte della democrazia”.
E anche qui: no.
L’avvocato Pier Umberto Starace, ovvero colui che difende i portuali no green pass, ha dichiarato che lo sgombero è stato legittimo, perché dopo il terzo avviso i manifestanti sarebbero dovuti andare via, secondo la legge.

Ora, lo ripeto un’altra volta: a me vedere quelle immagini non piace mai.
Non mi piace mai quando chi manifesta viene mandato via con la forza.

Ma per favore, evitiamo uscite grottesche tipo: “È una dittatura”, “siamo come il Cile di Pinochet” o “è la fine della democrazia”.

Sgomberi come quello di oggi, nel nostro Paese, avvengono regolarmente.
Avvengono davanti alle fabbriche, avvengono per i manifestanti No Tav, avvengono per buttare in mezzo a una strada quelli che occupano dei posti abbandonati perché non hanno una casa dove dormire.

Ma non vi ho mai visti così indignati per tutto questo, forse perché per voi sono cose che contano meno del diritto di un pugno di persone ad occupare un molo perché non vogliono vaccinarsi.
Per me no.

La verità è che molto probabilmente molti di quelli che oggi parlano di “morte della democrazia” non se ne erano neanche mai accorti, non sapevano proprio che certe cose potessero davvero accadere.

È incredibile quanto, in questa società, le cose diventino istantaneamente “gravissime e dittatoriali” quando toccano noi, ma era roba alla quale dare pochissima o nessuna importanza finché a farne le spese era qualcun altro.

Emiliano Rubbi

Sparò e uccise un uomo: domani torna libero l’ex assessore di Voghera Massimo Adriatici
Domani, mercoledì 20 ottobre, scadranno gli arresti domiciliari per Massimo Adriatici. L'ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera (Pavia) è accusato di...

Sparò e uccise un uomo: domani torna libero l’ex assessore di Voghera Massimo Adriatici

Domani, mercoledì 20 ottobre, scadranno gli arresti domiciliari per Massimo Adriatici. L’ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera (Pavia) è accusato di eccesso colposo di legittima difesa dopo che, lo scorso luglio, ha ucciso con un colpo di pistola il 39enne Youns El Boussettaoui: “Noi non possiamo appellarci – spiega a Fanpage.it l’avvocato Debora Piazza, che rappresenta la famiglia del 39enne -. Il Pm non ha fatto richiesta di rinvio a giudizio né di giudizio immediato né ha modificato il capo di imputazione da omicidio colposo a omicidio volontario”.

Ricevuta la notizia della scadenza della misura cautelare, gli avvocati avevano fatto richiesta di considerare per l’ex assessore l’obbligo di firma o il divieto di dimora a Voghera. Al riguardo però non è arrivata ancora alcuna risposta: “Abbiamo le mani legate – precisa Piazza a Fanpage.it – se i termini sono scaduti con un capo di imputazione del genere non possiamo fare nulla. Tra l’altro il pm non ha neanche chiesto l’applicazione della misura cautelare per i proiettili utilizzati che ricordo essere assolutamente vietati”. L’avvocato si riferisce ai proiettili “dum dum” o “hallow point” e di tipo espansivo che sono vietati persino in guerra e che sarebbero stati utilizzati da Adriatici.

Un altro rischio, secondo i legali, è che il reato contestato rimanga quello dell’omicidio colposo nonostante gli avvocati sostengano di avere elementi che confermerebbero l’ipotesi di omicidio volontario: “L’unica cosa è che, quando ci sarà l’udienza preliminare, il gip modifichi il capo di imputazione”. Rimane però tanta amarezza: “Come ho scritto nelle nostre memorie – continua Piazza – la difesa è inerme di fronte a una presa di posizione del pm. Noi abbiamo dovuto diffidare il pm per avere i video e non c’è stato ancora detto come questi siano stati acquisiti”. Tra i filmati a cui Piazza si riferisce c’è quello del momento dello sparo: “Il nostro consulente ci sta lavorando, ma pare che siano spezzoni messi uno sull’altro. Noi il giorno dopo l’omicidio abbiamo chiesto il sequestro dei video sia alla polizia locale sia al pm, ci chiediamo perché il pm non li abbia subito sequestrati. Ci sono tante mancanze”.

Ilaria Quattrone per fanpage.it/

aguarax:

Giorgia Meloni pubblica la foto di una bandiera con falce e martello, scattata alla manifestazione contro tutti i fascismi. Non è la prima volta che suggerisce questo paragone e dunque è bene chiarirle perché in Italia non possa esistere l’apologia di comunismo.

Ciao Giorgia,

Innanzitutto il comunismo nasce come ideologia, il fascismo no. A voler essere precisi, il primo a scriverne fu addirittura Platone nella sua Repubblica, egli infatti proponeva già nell’era precristiana la soppressione della proprietà privata e della famiglia affinché nessun interesse personale potesse entrare in conflitto con il bene pubblico. Il fascismo è stato semplicemente il delirio d’onnipotenza di un cretino.

Secondariamente, in Italia abbiamo avuto un regime fascista che è durato vent’anni coi risultati che ben conosciamo, il partito comunista invece è stato al governo sette mesi nel 1946.

Di “comunismi” (ammesso che lo fossero e non lo erano) ne sono esistiti diversi, da quello di Mao a quello di Allende e anche una persona molto distratta (e tu non lo sei) dovrebbe riuscire a coglierne le differenze.

I fascisti di oggi inneggiano a Mussolini e alle sue leggi, contrarie a tutte le libertà garantite dalla democrazia; compresa quella di espressione, di cui fai tesoro ogni giorno nei tuoi comizi.

I comunisti credono in valori libertari di eguaglianza e solidarietà che non hanno niente a che vedere con l’ex regime sovietico o cinese e soprattutto non solo rispettano i valori costituzionali ma LI HANNO PROPRIO SCRITTI.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Un abbraccio.

(Ettore Ferrini via fb)

Fabrizio Delprete

Fabrizio Delprete

La cialtroneria blastata bene
L. Tosa

La cialtroneria blastata bene

L. Tosa

La sconfitta di Michetti è una grossa perdita per la satira

L’affluenza definitiva nelle città interessate dal ballottaggio si è attestata al 43,94 per cento, secondo i dati diffusi dal Viminale. Un crollo di circa 9 punti rispetto 52,67 del primo turno. A Roma, su cui erano puntati i fari, è stata ancora più bassa.

La traduzione estremamente semplificata è che, su 10 romani, 7 se ne sono rimasti a casa, 2 hanno votato per Gualtieri e 1 per Michetti.

Chi ha vinto, teoricamente, non avrebbe molto da festeggiare se si andasse ad analizzare in profondità questi numeri, soprattutto in ottica futura; ma si sa, in politica conta sempre il presente e affrontare un problema dalla tolda di comando è meglio che stare fuori la porta.

Dunque il dato politico importante è che se nessuno va a votare il PD vince comodamente.
Una strategia elettorale dadaista.

Per il centrodestra una batosta al di la di ogni previsione: il centrosinistra incassa un risultato netto nelle grandi città: è una sconfitta pesante per Salvini e la Meloni che avrà sicuramente ripercussioni nella dialettica interna per la leadership sovranista.

Le scuse per il proprio elettorato sono già pronte:

-poteri forti
-astensionismo
-la manifestazione di sabato
-complotto comunista
-brogli
-candidati deboli
-scarsa comunicazione

L’unico che nel centrodestra ha vinto qualcosa resta Berlusconi, con Roberto Occhiuto di Forza Italia che vince in Calabria.

Tornando a Roma, Roberto Gualtieri ha già rilasciato la dichiarazione di rito del vincitore:
“Sarò il sindaco di tutti, romani e romane: di tutta la città. Una città in grado di valorizzare la partecipazione civica che ho visto in questi mesi”.

Per lui hanno votato, come annunciato nei giorni scorsi, sia Carlo Calenda che il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Per entrambi si tratta di voti a titolo personale e non a nome dei loro partiti. La sindaca uscente, Virginia Raggi, non ha dichiarato il suo voto.

Ci mancheranno le esternazioni di Michetti il Tribuno, com’era soprannominato, dai microfoni di Radio Radio, l’emittente a cui deve la sua tenue celebrità, una radio no vax (nel senso politico del termine) e ancora prima sostenitrice del metodo Di Bella – fatte con il piglio del professore da bar reso celebre da alcuni caratteristi degli anni ’60 e ’70 sugli schermi che portavano al cinema le periferie romane, alla Memmo Carotenuto.

Pensiamo alle sue brillanti uscite sulla Shoa, particolarmente originali (gli ebrei hanno le banche) o quando si è dato alle “lezioni di nazismo” :

“Prendete la Wehrmacht con un albero di traverso del diametro di 90 centimetri su una sede stradale a doppia carreggiata del tempo – ci dice sempre Enrico nostro bello – Per rimuoverlo, nel 1937, ci metteva 28 minuti senza utilizzare l’esplosivo. Nel 1942 lo stesso albero veniva rimosso in 4 minuti. Nel 1969 la Wehrmacht di Brema non riusciva a scendere sotto i 3 minuti. Questo fa capire che il territorio di guerra specializza, è la parte operativa, è quella che dà sensibilità, esperienza e capacità”.

Ancora oggi fatichiamo a capire cosa volesse dirci Michetti con questo interessantissimo aneddoto.

E che dire dele sue doti da statista? “Quando i rappresentanti del popolo non contano più niente vuol dire che c’è un’oligarchia che sta governando. E quando questa oligarchia serra i ranghi non serve più neanche l’oligarchia. Serve un uomo forte. Quando la situazione degenera, entra nel caos, serve un uomo forte che rimetta in ordine il Paese. E così si accede alle dittature”.

Siamo all’istituzionalizzazione dei discorsi dello zio spaccamaroni a tavola la domenica: quello che la sa lunga sulla vita e tu sei troppo giovane per capire, quello che al nipote scapestrato consiglia la carriera militare per ritrovarsi (due anni alla Nunziatella e vedi come ti rimetti in riga!), e che ti racconta di come da giovane fosse un irresistibile dongiovanni.

Cosa ci siamo persi? Forse il ritorno agli anni d’oro (per la satira) di Alemanno con i suoi alberi non strutturati per reggere il peso della neve, e il tormentone del “chiamo l’esercito”.

Resta il mistero insondabile di come alcune candidature possano nascere e, ancor più, di come possano comunque trovare un certo riscontro popolare.

Forse abbiamo tutti sottovalutato il Bagaglino di Pingitore.

Marquez per Kulturjam

Mahatma Grandi

buon pomeriggio

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dune-mosse:
“Lezioni di piano
”

dune-mosse:

Lezioni di piano

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IL 18 OTTOBRE 2017 VENIVA RINVENUTO IL CADAVERE DI SANTIAGO MALDONADO, GIOVANE ARGENTINO IMPEGNATO NELLE LOTTE PER LA TERRA DEL POPOLO MAPUCHE CONTRO LE GRANDI MULTINAZIONALI

Sotto le terre tra Argentina e Cile ci sono risorse preziose, petrolio, acqua, gas. Sopra le terre tra Argentina e Cile ci sono popolazioni che, così come le risorse che gli passano sotto i piedi, non guardano con troppo interesse ai confini decisi dagli stati-nazione. Sulle terre tra Argentina e Cile ci sono i Mapuche, che da secoli lottano per rimanere, liberi, su quelle terre che hanno abitato da quando chiunque possa averne memoria. Ci sono i padroni, su quelle terre, che come gli spagnoli di cinquecento anni fa spesso arrivano da lontano, con nomi ben precisi e volti puliti. E poi ci sono, sopra quelle terre, alcuni sotto, non si sa bene dove, migliaia di corpi, migliaia di teste e migliaia di bocche che in vita pensavano e urlavano contro lo scempio che i padroni stavano compiendo. Migliaia di desaparecidos, anche dopo la fine delle dittature militari, anche dopo che tutti hanno tirato un sospiro di sollievo perché i cattivi avevano perso. Tra queste migliaia c’è Santiago Maldonado, il cui corpo, purtroppo o per fortuna, è stato trovato, e ora sappiamo bene dov’è, anche se non sappiamo, ufficialmente, perché.

El Brujo aveva 28 anni nel 2017, e nemmeno a lui interessavano troppo i confini, le lotte di chi viene oppresso erano le sue, anche se non era un Mapuche. Era lì, quel 1 agosto, a Chubut, insieme ad altri manifestanti, per chiedere il rilascio di Facundo Huala, che proprio lì aveva tenuto insieme ad altri Mapuche un presidio contro lo sfruttamento indiscriminato delle terre da parte delle grandi compagnie ormai azioniste di maggioranza del territorio e della politica argentina; la manifestazione fu repressa dalla Gendarmeria, e Santiago pensò di scappare attraversando il fiume. E da lì scompare. La sua scomparsa dura per più di 70 giorni, fino al 18 ottobre, quando il suo cadavere viene ritrovato in un pozzo. Le incongruenze con una morte accidentale e non violenta, sostenuta da chi investiga sul caso e dai membri della Gendarmeria coinvolti, sono tante, e la famiglia di Santiago lotta da anni per sapere la verità.

Intanto chi vuole proteggere le popolazioni e la natura oppresse dalle stesse mani continua a sparire, mentre i volti dei responsabili ancora restano troppo puliti.

Cannibali e Re

Cronache Ribelli

Per approfondire la vicenda dei mapuche consigliamo il testo “La lingua della Terra”. Lo trovate qui: https://bit.ly/3hSCDHq

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Il 20 ottobre del 1960 l’embargo contro Cuba. Una vergogna che dura ancora oggi.

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terza dose a novembre poi ad april. giugno e settebre, di cervello ce n’è uno ma non l’usa più nessuno

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A me piace ricordarlo così: mentre sventola prove più false della figa di un transessuale* per giustificare una guerra illegale. Tutto basandosi su report veri verissimi della CIA. A imperitura memoria che anche uno intelligente e preparato come Powell può essere abbindolato come un ciula qualunque dai professionisti (e farsi rovinare vita e carriera da loro, perchè altrimenti sarebbe diventato presidente). R.I.P.

* lo so non si potrebbe più fare questa battuta ma è un mio cavallo di battaglia, prima o poi smetto lo giuro come il Pres. Mattarella sulla costituzione.

Verum est, ma inizio andando di battuta anch’io: sono affascinato dal concetto di “guerra legale”. un motivo ufficiale di guerra è SEMPRE una scusa fabbricata, se non passava quella ne costruivano un’altra. Ci riesce la Lamorgese a fabbricare gli assalti alla Cgil, figurarsi la Cia. 

Nel merito, a me non piace ricordare un Grande cristallizzandolo in un errore. Come tanti Grandi, non i ciula qualunque, non è caduto in errore per avidità personali ma ingannato da dei ciula qualunque, quelli si, che han saputo far leva sulla sua lealtà e senso del dovere. 

Tant’è che allora, a Ground Zero ancora caldo, chi sosteneva che Saddam fosse una verginella, lo diceva da pacifinto spintaneo, non da fine analista con accesso a documentazione riservata. 

Così come è ridicolo pretendere che Jefferson non si facesse la schiava a fine Settecento, o che a uno a caso della mia generazione (me) faccia orrore solo pensare alla figa di un trans operato (mentre per gli Zan questo pensiero sarà reato), così non si può onestamente pretendere che un sano conservatore della generazione pre Assange pre fakenews e nella posizione di Powell, sapesse di cosa era capace il suo Deep State. Fu partecipe di un grande errore, certo, ma cambiava poco imho: prima o poi Saddam faceva la fine di Gheddafi e l’Iraq della Libia, era solo questione di tempo.  

Cmq. guarda caso, primo presidente nero (a metà) è diventato non lui ma il più sgusciante, obliquo e leale solo a se stesso Obama.  

Ad memoriam

CHIAVE INGLESE E ASCIA TOMAHAWK: IL POTENTE LOGO DI EARTH FIRST!, GRUPPO ECOLOGISTA RADICALE IMPRONTATO ALL’AZIONE DIRETTA

Nel 1975 Edward Abbey, attivista e scrittore di ispirazione anarchica fino ad allora poco conosciuto, pubblicò un romanzo dal titolo “The Monkey Wrench Gang”, tradotto in seguito in italiano in “I Sabotatori” o “La banda del sabotaggio”. In questo romanzo un gruppo eterogeneo di ambientalisti decide di combattere chi inquina, sfrutta e deturpa gli Stati Uniti sud-occidentali. Per farlo, i quattr ricorrono a veri e propri atti di sabotaggio. Questo romanzo, probabilmente in maniera inattesa per lo stesso Abbey, divenne un vero e proprio manifesto per molti gruppi ambientalisti – soprattutto radicali – negli anni e nei decenni a seguire. Tra questi vi erano sicuramente i primissimi fondatori

di Earth First!, gruppo ecologista nato nel 1979, in prima linea per combattere lo sfruttamento incontrollato del pianeta col mero fine del profitto. In particolare EF! divenne noto alle cronache per la sua lotta radicale contro il disboscamento di

foreste secolari; i suoi militanti infatti in più occasioni si legarono agli alberi con attrezzi complessi e inserirono dei pezzi di ferro ben mimetizzati nella parte esterna della corteccia, che rischiavano di ferire chiunque provasse a tagliare le piante con una motosega.

Anche il loro logo richiamava in qualche modo il romanzo di Abbey: un’ascia Tomahawk, che si rifaceva ovviamente alle popolazioni native nordamericane, e una chiave inglese, il cui nome tradotto è appunto “wrench”, come riferimento al titolo del romanzo.

Negli anni EF! assunse una struttura sempre più orizzontale e affine a principi libertari. Alcuni suoi membri, come Judi Bari – che rimase ferita in seguito all’esplosione di un ordigno piazzato sulla sua auto – furono oggetto di particolari attenzioni da parte delle autorità. Earth First! è attiva ancora oggi con sezioni attive negli USA e nel resto del mondo.

Cannibali e Re

Cronache Ribelli

Questo simbolo, insieme a numerosi è altri, protagonista delle nostre agende e calendari che si possono avere partecipando ad un crowdfunding ospitato dalla piattaforma Produzioni dal Basso: le ricompense sono, oltre appunto ad agende e calendari, anche il primo scritto proveniente dall’esterno del collettivo e dedicato a Capitan Harlock e una serie di illustrazioni tratte da Cronache Ribelli volume II. Trovate link e informazioni nel primo commento!

Oggi attacca Forze dell’Ordine e Viminale per lo sgombero di Trieste.
Lui che girava con le felpe di ogni forza di polizia. Lui che fino a poche settimane fa urlava perché a suo dire si facevano pochi sgomberi. Lui che, per altro, fa parte del...

Oggi attacca Forze dell’Ordine e Viminale per lo sgombero di Trieste. 

Lui che girava con le felpe di ogni forza di polizia. Lui che fino a poche settimane fa urlava perché a suo dire si facevano pochi sgomberi. Lui che, per altro, fa parte del governo “liberticida” che oggi contesta di nuovo. Ma da cui non vuole far dimettere i suoi perché in fondo gli conviene starci. 

Dire che prende in giro le persone è dire poco.

Quella di Salvini è ipocrisia allo stato puro come poche se ne sono viste.

(Leonardo Cecchi)

il fascismo prima appicca l’incendio e poi si presenta come il capo dei pompieri.

(Thomas Lussett)

buon pomeriggio

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Secondo un’analisi elaborata per Il Sole 24 ORE dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma (Altems), “il costo giornaliero di ospedalizzazione è stato stimato pari a 709,72 euro, mentre quello in terapia intensiva è pari a 1.680,59 euro”. [1]

Nel periodo analizzato, 13 agosto-12 settembre 2021, i ricoverati non immunizzati evitabili sono stati 6.009: l’87% non sarebbe stato ricoverato se avesse fatto la vaccinazione e il 92% avrebbe evitato la rianimazione.

Spesso si sente dire che la vaccinazione è una scelta individuale, perché non avrebbe alcun riflesso sugli altri nel caso che una persona non vaccinata si ammali.

Sappiamo che non è vero dal punto di vista epidemiologico.

Ma è non è vero neanche dal punto di vista economico, visto che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è universalistico e sovvenzionato dalle tasse di tutti.

Per non pesare sugli altri, chi non si vaccina deve riuscire a proteggersi al meglio: fare i tamponi ogni 48 ore non è prevenzione primaria, è semmai un modo per ridurre il rischio di trasmettere SARS-CoV-2 agli altri. Eppure, proprio in queste ore si discute della possibilità di rendere gratuiti i tamponi per chi ha scelto di non vaccinarsi.

Troviamo che sia una proposta da respingere con fermezza per almeno tre ragioni: costo, efficacia, messaggio.

Il costo e la gestione dei tamponi, moltiplicati per le persone non vaccinate e proiettati nel tempo, rappresenterebbero un impiego di risorse pubbliche ingiustificato (e a discapito dell’accesso ai tamponi a scopo diagnostico): la vaccinazione costa molto meno ed è parecchio più efficace nel ridurre la circolazione del virus.

E la lettura che i cittadini potrebbero legittimamente dare di questa iniziativa è che la vaccinazione è superflua, in spregio del mastodontico impegno profuso nella campagna vaccinale e anche del valore del contributo di chi ha scelto di vaccinarsi, magari superando esitazioni e timori.

Nessun uomo è un’isola: la vaccinazione protegge tutti.

Via – iovaccino

(via ilterzouomo)

https://href.li/?https://www.fanpage.it/attualita/a-trieste-capitale-no-green-pass-la-piu-alta-incidenza-di-contagi-ditalia-4-volte-sopra-la-media/

IN PROVINCIA DI TRIESTE L’INCIDENZA DELLE NUOVE INFEZIONI DA CORONAVIRUS CALCOLATA NEGLI ULTIMI 7 GIORNI È DI 127 CASI OGNI 100MILA ABITANTIFANPAGE

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Se quel fucile lo tenevi carico, non è perché ti servisse per andare a caccia. Ma per difenderti dalle tue paure padane. E oggi, dopo quello che è successo, scommetto che stai pensando che sarebbe stato meglio fossero venuti i ladri a portarti via tutto, e non la vita di tua figlia…

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il mondo che va

A) Come va il mondo secondo voi che da tanti anni abitate e conoscete?

B)Vi abito da anni ma non lo conosco affatto. se comunque mi chiedete un parere vi rispondo che va malissimo. basta guardarsi intorno.

A)E’ una domanda diciamo retorica. Anch’io vedo bene cha qualcosa non va.

B)Qualcosa non va? Tutto, o quasi tutto non va.

A)Di chi è la colpa?

B)E’ una domanda scusate  la piccola insolenza dei suoi inquilini.

A)Ma questi inquilini non sono nati dal nulla, qualcuno li ha plasmati.

B)Io non mi riconosco in nessuna religione, pur rispettandole tutte, ma un demiurgo, un grande orologiaio dell’universo come lo chiamava il nostro Voltaire, modello e guida di chi ha un cervello e lo sa usare deve aver pur creato il pugno di fango che abitiamo.

A)Pugno di fango mi sembra riduttivo.

B) Lo è in apparenza, ma dovete riconoscere che nell’economia cosmica siamo nullità. Forse non siamo neanche un pugno di fango, né un granello di sabbia. Forse anche meno.

A) Esseri piccoli insignificanti meschini.

B)Non potrei definirli meglio.

A) Ma c’è chi si considera un gigante.

B) Chi per esempio?

A)Due nomi per tutti : Salvini e Renzi.

B) Pigmei anche loro, particelle infinitesimali di un universo infinito ed eterno. Atomi di un immensa macchina e di un  poderoso motore che la fa funzionare. Siamo ingranaggi dotati di un libero arbitrio che è esso stesso un ingranaggio della magnifica e misteriosa macchina.

A) Non potete negare che qualcosa di buono ci sia.  Ad esempio la natura che ci circonda.

B) E infatti non lo nego. A darle vita, anima, fluidi, vigore e fragranza è sempre il sublime architetto.

A) Non lo conosco.

B) Nemmeno io, ma ne escludessi l’esistenza sarei un pazzo. E sareste un pazzo anche voi. saremmo tutti pazzi.

A)E’ una condizione molto triste, che annienta la nostra volontà di sapere. In fondo aveva ragione il nostro mentore Voltaire. L’avete letto Candide?

B) Se ho letto candide? E’ come chiedere a un rabbino se abbia letto la Bibbia, a un ayatollah se conosca il Corano, al Papa se abbia mai sfogliato il vangelo Ho letto non so quante volte il “patriarca di Ferney”, il principe dei lumi, e lo so a memoria.

A)Coltiviamo anche noi il nostro orticello.

B) E’ quello che faccio ogni giorno. Mai raccomandazione più opportuna e sensata è uscita dalla penna di un filosofo, di un pensatore. Chi mette in pratica questo aureo memento, che Socrate e Kant dovevano avere ben presente, non ha capito nulla della vita, e giungerà impreparato alla morte.

A) Anche per me il dovere è sacro. Lo antepongo a tutto e guardo con commiserazione chi ne elude gli imperativi, che saranno anche  scomodi, ma danno un corso severo alla vita.

B) Io ho sempre cercato di non venire meno ai compiti che mi ero prefisso e che la rettitudine mi aveva indicato. Ne ho sempre pagato il prezzo, non l’ho mai fatta franca, e sapete il perché?

A) Perché?

B)Perché la coscienza, interlocutrice scomodissima, cui nulla sfugge, ha sempre colto, condannato e punito le mie elusioni.

A) Com’è per voi la coscienza?

B) L’ultimo grado di appello delle mie azioni. Le sue sentenze definitive, inappellabili.

A)E’ un forte argomento dell’esistenza di Dio.

B) Fortissimo.

Un caffè e un tampone con la crema, grazie!

In Norvegia se insulti su un social network una persona per il suo orientamento sessuale rischi 3 anni di carcere.
In Francia chi insulta gay e lesbiche rischia fino a 45.000 euro di multa.
In Svezia per espressioni di disprezzo verso i gay si rischiano 4 anni di carcere. 

#DDLZan

in Italia?

buona domenica

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e il seguente testo "Non ci vuole molto per fare di una giornata una bella giornata. due cuori a distanza Basta anche un saluto fatto con il Cuore. Buon giorno"
COSCIENZA DI CLASSE
Sandro Braciotti

COSCIENZA DI CLASSE

Sandro Braciotti

2014 – Sopra ogni cosa – di Don Gallo, De André, Vauro

2014 – Sopra ogni cosa – di Don Gallo, De André, Vauro

Vauro 2014
Ibrahim Kamissoko ha 27 anni, è arrivato in Italia a bordo di un barcone e, da sette anni, lavora al maglificio Ripa di Spino d’Adda.
Aveva appena finito di pagare le rate dell’auto che era riuscito faticosamente a comprare usata coi soldi messi da...

Ibrahim Kamissoko ha 27 anni, è arrivato in Italia a bordo di un barcone e, da sette anni, lavora al maglificio Ripa di Spino d’Adda.

Aveva appena finito di pagare le rate dell’auto che era riuscito faticosamente a comprare usata coi soldi messi da parte lavorando quando, domenica 3 ottobre, se l’è ritrovata distrutta nell’incendio provocato dallo schianto del Pilatus PC-12 precipitato a San Donato Milanese.

Quando Luca Bianco, il titolare del maglificio, lo ha visto in tv raccontare questa storia, non si è limitato a una telefonata. E, pochi giorni dopo, ha fatto trovare una macchina nuova a quel dipendente che tutti raccontano sempre sorridente e disponibile, mentre i colleghi gli hanno pagato bollo e assicurazione con una colletta.

Ibrahim, di fronte alla sorpresa, è scoppiato in lacrime per la commozione.

“Non ho fatto nulla di speciale” ha detto Bianco. “È tutto merito tuo, te la meriti proprio, ringrazia te stesso e vai avanti così”.

E sarà anche una piccola storia, ma oggi più che mai abbiamo un bisogno fisico di storie così, di persone così, di gesti di questa generosità, ogni giorno.

Lorenzo Tosa

Non conoscevo l'opera, l'ho scoperta grazie a Cinzia. Mi ha letteralmente sconvolto. Trascrivo la breve presentazione.
Tra il 1860 e il 1870, uno scultore siciliano creò un capolavoro assoluto. Con la sua opera, Salvatore Grita volle scolpire nel...

Non conoscevo l’opera, l’ho scoperta grazie a Cinzia. Mi ha letteralmente sconvolto. Trascrivo la breve presentazione.
Tra il 1860 e il 1870, uno scultore siciliano creò un capolavoro assoluto. Con la sua opera, Salvatore Grita volle scolpire nel marmo il suo disprezzo e il suo dolore contro la sconvolgente usanza dell’epoca di internare in convento le ragazze madri. Figlio di giovanissima madre, da bambino Grita crebbe in un orfanotrofio affidato alle suore di clausura. Questo terribile capolavoro in marmo si chiama “Voto contro natura” ed è attualmente in mostra a Firenze nel Palazzo Pitti.

Isidoro Amantini

Avete mai sentito un uomo con responsabilità istituzionali dire: “Non sempre gli uomini che sono stati eletti sindaci si sono rivelati all’altezza del ruolo che dovevano svolgere”? No, perché non si critica l'operato di una fascia tricolore inserendo...

Avete mai sentito un uomo con responsabilità istituzionali dire: “Non sempre gli uomini che sono stati eletti sindaci si sono rivelati all’altezza del ruolo che dovevano svolgere”? No, perché non si critica l’operato di una fascia tricolore inserendo tra i criteri di valutazione il genere – uomo o donna.

Stamattina invece ho ascoltato la ministra Bonetti affermare che “non sempre le candidate donne hanno dimostrato di essere all’altezza del ruolo che dovevano svolgere, penso al caso di Roma”.

Non può sfuggire come questa frase riveli la tipica concezione maschilista per cui le donne – quando si cimentano in compiti di responsabilità – stentano, arrancano, spesso non si rivelano “performanti”.

Ma la nota ancor più stonata è che a pronunciare quest’ultima frase sia stata Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità di Italia Viva, che pure aveva speso parole sacrosante sulla preoccupante assenza di donne tra i 20 nuovi sindaci eletti nei grandi Comuni andati al voto: un’evidenza che impone una riflessione non circostanziale, poiché abbraccia lo stato di salute della nostra democrazia.

Invece, pur di condurre un attacco strumentale contro Virginia Raggi la ministra ha dimostrato che non basta un incarico istituzionale per rimuovere atteggiamenti pregiudiziali contro le donne. Quando chi riveste incarichi e responsabilità di Governo esprime questi concetti diventa parte del problema e non della soluzione.

Viva le donne e gli uomini che si impegnano per combattere disuguaglianze e disparità.

Viva le donne e gli uomini che si impegnano per la propria comunità con il coraggio di Virginia Raggi.

Giuseppe Conte

Cara Giorgia Meloni, chissà cosa pensi dell’ennesimo tweet sessista di Vittorio Feltri, eletto consigliere comunale a Milano da capolista con il tuo partito, Fratelli d’Italia.
Chissà se per scusarti dell’ennesimo impresentabile arruolato e fatto...

Cara Giorgia Meloni, chissà cosa pensi dell’ennesimo tweet sessista di Vittorio Feltri, eletto consigliere comunale a Milano da capolista con il tuo partito, Fratelli d’Italia.

Chissà se per scusarti dell’ennesimo impresentabile arruolato e fatto entrare nelle istituzioni dovrai capire la matrice ideologica di chi paragona un rapporto sessuale a uno stupro.

Chissà se per scusarti di dell’ignobile ironia del tuo consigliere dovrai visionare 20 ore di girato con le violenze subite da una diciottenne.

Cara Giorgia Meloni, mettiti davanti a una telecamera e facci sapere cosa pensi, facci sapere se ti vergogni almeno un po’, facci sapere se chiederai a Vittorio Feltri di dimettersi.

Puoi farlo da donna, da madre, da italiana, da cristiana… scegli tu…

Fabio Salamida

Breve storia triste

Il consigliere regionale “no-vax” Davide Barillari e la sua compare, la deputata Sara Cunial, stavano occupando gli uffici della Regione Lazio a oltranza, per protestare contro il Green Pass.
Poi gli è venuta fame, ma entrare al bar serviva il Green Pass. Hanno così deciso di interrompere l’occupazione a oltranza.
Fine della breve storia triste.

Fabio Salamida

Vauro 2014
Walter Zentena

Walter Zentena

Prove in grande stile di macelleria sociale
Di Gianluca Cicinelli per La Bottega del Barbieri.
Mentre le uniche proteste di piazza che agitano l’Italia si concentrano sullo specchietto per le allodole del green pass, la minaccia reale per la vita...

Prove in grande stile di macelleria sociale

Di Gianluca Cicinelli per La Bottega del Barbieri.

Mentre le uniche proteste di piazza che agitano l’Italia si concentrano sullo specchietto per le allodole del green pass, la minaccia reale per la vita quotidiana e il futuro delle persone si manifesta concretamente in maniera brutale con l’aumento di merci e servizi, destinato ad allargare di molto l’attuale area dei 5 milioni e 400 mila persone in povertà assoluta, il 10% circa della popolazione.

Cominciamo da quelli che hanno ancora un conto bancario, che sembrerebbe un aspetto secondario mentre con l’incremento dei tracciamenti e dei controlli sui pagamenti di utenze, fatture e stipendi ormai intorno al conto corrente ruotano tutti i nostri scambi economici.

Per i servizi di sportello è previsto un aumento del 4%, del 3% invece per quelli online. Secondo una previsione degli istituti di credito il provvedimento riguarderà principalmente le famiglie con un’operatività media e bassa, in sostanza la grande massa dei titolari di conto.

Chi fin qua ha risparmiato con i conti online vedrà invece nella maggior parte dei casi l’introduzione di un canone, mentre i conti elettronici dedicati ai giovani vedono un aumento medio del 9%.

Nei giorni scorsi è stata dedicata molta attenzione agli aumenti dei prezzi delle materie prime ma non sempre è chiaro di cosa si parla e delle conseguenze a cascata su tutta la vita quotidiana.

I principali colpiscono le bollette dell’energia elettrica con un aumento di circa il 30%, 29,8% per l’esattezza, e del gas per il 14,4%, ma la catena porta con sè gli aumenti vertiginosi dei costi per il trasporto di merci a causa dell’aumento del prezzo dei carburanti, e di conseguenza delle merci stesse, che a breve si abbatteranno sul mercato.

Difficile pensare che gli aumenti dei costi energetici, che il governo compenserà in parte per quanto riguarda le bollette degli italiani, non si rifletta sui servizi di trasporto pubblico e sulle tariffe per gli utenti.

E a proposito di servizi l’Osservatorio prezzi e tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico calcola nell’1,5% l’aumento medio lungo tutto il territorio italiano del servizio di raccolta rifiuti e del 2,8% del servizio idrico, l’acqua che consumiamo.

Cosa c’entra la lotta ai cambiamenti climatici in tutto questo? Se da una parte comincia a profilarsi una carenza di scorte di combustibili fossili in molti Paesi dall’altra il mantra dei grandi inquinatori mondiali, Cina in testa, lamenta che il progetto di un’economia carbon free e ad emissioni zero entro il 2060 comporta una spesa esorbitante per evitare black out elettrici, arrivando quindi a sospendere la produzione in molti siti industriali. (…)

Veniamo adesso alla questione alimentare, altra materia indispensabile per la nostra vita. Sono intuibili le conseguenze per i consumatori del balzo in avanti enorme rispetto alla situazione precedente la pandemia da covid del 2019 del prezzo del grano duro, intorno al 100%, e di quello della semola, del 90%. A questi si aggiungono l’aumento del prezzo della farina del 20%, dell’olio di semi del 70%, del mail del 50% e della soia del 60%.

In realtà l’elenco degli aumenti è molto più lungo ma il quadro è molto chiaro. Questi dati sono presi principalmente dagli studi del Ministero per l’Economia e fanno parte quindi di considerazioni politiche che comporteranno delle scelte da parte del governo. Saranno a favore dei ceti più colpiti dalla crisi?

Una regola basilare della dialettica è di non rispondere mai a una domanda con un’altra domanda per cui perdonerete se faccio un’eccezione: vi ricordate di aver mai visto provvedimenti a favore dei ceti meno abbienti da un governo europeo negli ultimi venti anni?

Però mi raccomando, lottate contro il mulino a vento del green pass, nel frattempo chi muore di fame e di freddo morirà contento di non essere sottostato alla dittatura sanitaria. Sono soddisfazioni.

Vauro 2014
Il 16 ottobre del 1943. In tutta Roma, non solo al ghetto vengono portate via dalle loro case 1024 persone. Tra di loro 200 bambini. Torneranno in sedici. Una sola donna e nessun bambino.
Lorella Zarfati un giorno, dopo la morte di sua nonna Emma Ajò...

Il 16 ottobre del 1943. In tutta Roma, non solo al ghetto vengono portate via dalle loro case 1024 persone. Tra di loro 200 bambini. Torneranno in sedici. Una sola donna e nessun bambino.

Lorella Zarfati un giorno, dopo la morte di sua nonna Emma Ajò Calò, ha trovato in un cassetto della sua casa una federa ingiallita dentro la quale c’era un vestitino da bambina. Era quello della sua cuginetta, Emma di Veroli, e le era stato donato quando aveva compiuto quaranta giorni. La bambina era del 1941. In quel maledetto ottobre aveva dunque due anni. Sua mamma era una ragazza di 23 anni. Si chiamava Grazia Ajò Di Veroli e si era sposata con Mario. Erano una coppia bella, di ragazzi che sognavano il futuro.

Quella mattina Mario e la bimba sono nella piazza di Monte Savello. I tedeschi li prendono e li caricano sui camion della deportazione. Nel caos di quei momenti qualcuno avverte Grazia che scende da casa disperata alla ricerca dei suoi cari. Li vede sul mezzo tedesco e non ci pensa un istante, chiede di salire per restare con loro.
Destinazione Auschwitz.

Tutti cercano di mettersi in salvo, Grazia, ragazza ebrea, non può immaginare di sopravvivere senza suo marito e sua figlia.

Giunti al campo di sterminio la mamma e la figlia verranno passate subito per la camera a gas. È trascorsa solo una settimana da quella mattina nel ghetto. Mario, invece, distrutto dal dolore e dalla fatica, morirà qualche mese dopo. Anche il padre di Grazia ed Emma, si chiamava Giacobbe, verrà ucciso ad Auschwitz-Birkenau. Era un ambulante, uno dei tanti mestieri che gli ebrei, dopo le infami leggi del 1938, non potevano più esercitare. Fu arrestato nell’aprile del 1944 e portato a Fossoli. Di lì poi trasferito con i viaggi della morte al campo di sterminio, dal quale non è mai tornato.

Coltiviamo la memoria ogni giorno perchè coloro che non ricordano il passato sono destinati a ripeterlo

(Il razzismo non ci piace)

“Ti sei fatto 365 giorni di lockdown tappato in casa perché eri terrorizzato e, se uscivi con il cane, quando rientravi ti spogliavi sul pianerottolo, ti levavi le scarpe e ti facevi la doccia con l’Amuchina.
La sera, alle 21,59, correvi più veloce...

“Ti sei fatto 365 giorni di lockdown tappato in casa perché eri terrorizzato e, se uscivi con il cane, quando rientravi ti spogliavi sul pianerottolo, ti levavi le scarpe e ti facevi la doccia con l’Amuchina.

La sera, alle 21,59, correvi più veloce di Speedy Gonzales, di Willy il Coyote e di Cenerentola messi insieme.

Da più di un anno indossi la mascherina e i guanti anche se sei solo.

Sei schedato dalla nascita al Comune, all’Ufficio delle Imposte, in Chiesa.

Sei stato battezzato e vaccinato senza poter scegliere e hai fatto la scuola dell’OBBLIGO.
Anzi, te l’hanno fatta fare. E senza i risultati sperati.

Quando sei partito per qualche viaggio esotico, poi, hai fatto decine di vaccini senza pensare che ti inoculassero veleni.

Ingurgiti tonnellate di farmaci senza neanche leggere i bugiardini che – per inciso – fino all’anno scorso non sapevi neanche cosa fossero.

Sei schedato anche alla motorizzazione.
Hai il Telepass, lo Spid, l’EasyPark, la PEC, la tessera sanitaria, il conto corrente online, un centinaio di tessere di supermercati, profumerie, negozi di abbigliamento, librerie.

Hai fatto il cashback e la lotteria degli scontrini; fai acquisti su Amazon; hai la carta d’identità, la patente, il passaporto, il codice fiscale, le carte di credito, il bancomat.

Sei iscritto a Facebook e comunichi a tutti dove sei, cosa pensi, cosa mangi e tutti sanno di che colore sono le mutande che indossi…

E IL GREENPASS TI LIMITA LA LIBERTÀ???”

MAVAFFANCULOVA

Fabrizio Delprete

Da Battipaglia una storia “simpatica”. C'è una candidata, Cecilia Francese, che da mesi va dicendo di essere civica, in ottimi rapporti con tutti. Di non essere schierata. Così si possono prendere voti un po’ qui e un po’. La vecchia storia del “né...

Da Battipaglia una storia “simpatica”. C’è una candidata, Cecilia Francese, che da mesi va dicendo di essere civica, in ottimi rapporti con tutti. Di non essere schierata. Così si possono prendere voti un po’ qui e un po’. La vecchia storia del “né destra né sinistra”. Peccato però che sia saltata fuori una cosa curiosa: la Lega spende soldi per farla vincere al ballottaggio. Addirittura hanno messo foto della candidata con quella di Salvini accanto. Bella storia, eh? Ma soprattutto bel trucco: la Lega, per vincere al Sud, si nasconde. Manda avanti gli altri e fa credere che non siano leghisti. Perché nonostante la conversione di Salvini, il ricordo di cosa diceva dei campani è ancora vivido. Per questo lo fa passare da civici…

Cesare Di Trocchio

“Una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia e che è Liliana Segre, che dovrebbe sparire da dove è”.“
Mittente: un manifestante no green pass alla protesta di Bologna ha preso la parola, ieri,...

“Una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia e che è Liliana Segre, che dovrebbe sparire da dove è”.“

Mittente: un manifestante no green pass alla protesta di Bologna ha preso la parola, ieri, pronunciando queste orribili, inaccettabili parole.
Destinataria: Liliana Segre, superstite dell’Olocausto, testimone della Shoah, dal 15 aprile 2021 presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.

Carissima Liliana, siamo tutt* con te e rimandiamo volentieri il messaggio al mittente!
Vergogna, vergogna, vergogna!

Anna Neri

Finalmente qualcuno che si alza in piedi e non ci sta.
Accade che Giorgia Meloni, travolta dallo scandalo fascismo e dall’inchiesta di Fanpage, nel tentativo di ripulire la propria immagine decida di recarsi al Ghetto ebraico di Roma in ricordo del...

Finalmente qualcuno che si alza in piedi e non ci sta.

Accade che Giorgia Meloni, travolta dallo scandalo fascismo e dall’inchiesta di Fanpage, nel tentativo di ripulire la propria immagine decida di recarsi al Ghetto ebraico di Roma in ricordo del tragico rastrellamento nazifascista del 16 ottobre 1943.

Quando la notizia si sparge, la reazione della comunità ebraica è di fastidio e imbarazzo. Al punto che la Presidente Ruth Dureghello (a sinistra) alza il telefono e respinge chiaramente la proposta al mittente.

Il motivo? Perché si tratta di una visita – testualmente – “quanto mai inopportuna”, soprattutto alla vigilia dei ballottaggi.

“Non può esserci spazio nei partiti dell’arco costituzionale per chi fa il saluto romano, inneggia a Hitler e insulta neri e ebrei” aveva detto pochi giorni fa Dureghello.

Il messaggio è cristallino: sciacalli e ipocriti qui non ne vogliamo.

Grazie alla Comunità ebraica e alla Presidente Dureghello per averglielo ricordato con tanta fermezza e dignità.
Era ora.

Lorenzo Tosa

alagooon

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buon pomeriggio