estote parati,sicut fur in nocte ita vienet….

credo sia appropriata la frase del vangelo, perchè

in quei pochi istanti, infiniti secondi…..venti, che non

terminano mai, la casa sobbalza, i libri rovinano dalle

scansie insieme agli oggetti……non si pensa a niente.

Ma torna ad ammonirti dopo, circa un ora dopo, mentre

corri insieme agli altri, ai tuoi familiari per portarti in salvo

da nuove scosse, fuggiasco dal potere dei poteri, quello della

Natura. Si, il Vangelo detttva questa similitudine della morte,

che come un ladro verrà nella notte, e dovremo tenerci pronti.

preparati……Ma come si possa esserlo, mentre si dorme nel proprio letto,

nella propria casa, nella notte placida di una primavera tardiva,

ma serena, resta un mistero, un proposito eroico, più a misura

di dei che di uomini. E mentre vaghi per le vie in mezzo ai tuoi

compagni di terrore, guardi la tua città deturbata da orribili ferite.

un simbolo terribile di quello che la gente avvertiva in silenzio,

guardando in alto, immobile, col naso in aria di quello che si è

rischiato tutti, la notte del 20 maggio 2012  non dimenticherai mai.

il terremoto sconvolgendo le abitudini, restitisce all vita una fratellanza,

una vicinaza, un sentimento di comunione che è ignoto nei giorni normali.

a parte i giorni in cui un altro pericolo di morte. Perchè <ogni

estremo di male un bene annuncia>, diceva Saba. e in virtù di

questo pensiero della nostra fragilità che spazza via tutto

l’inautentico della nostra quotidianità, senti i tuoi concittadini

riuniti in quella “social catena” di leopardiana memoria che

restituisce la dolcezza del vivere tutti insieme,

‘nuovamente fretelli d’Italia.