pensate a una festa capace di stendere un velo di pace su un mondo votato alla guerra. E non si tratta della celebrazione di una notte, ma di una tradizione durata un millennio, per la precisione dal 776 a.C. al 393 d.C, Durante ognuna delle quasi trecento edizioni dei giochi antichi si “fermavano le mani”questo significa il termine greco ekecheiria. E la gente in guerra deponeva le armi e si “amava” di un senso di d sportività assai distante dai tempi moderni, inquinati da mazzette e corruttela. Astylos di Siracusa era un campione. Nel 484 a.C. vinse nella specialità della corsa. Nel 480a,C. stravinse anche nell”Hoplitodromos, una gara fra atleti appesantiti dalle armi. Adesso provate a socchiudere gli occhi e lasciate volare l’immaginazione. Corriamo insieme a Astylos lungo l’asse dei tempi come recita il motto olimpico <più veloce, più forte, più alto>. Lo stadio è gremito. I primi giochi olimpici moderni del 1896 ad Atene devono celebrare la rinascita di una tradizione sana e pacifica: una sfida sportiva capace di allontanare l’odio. Astylos osserva compiaciuto la scena dall’alto dell’olimpo dove sicuramente avrà trovato posto al fianco di Zeus. Sorride quando De Coubertin dice che l’importante è partecipare non vincere.

 

Ma nessuno e lì per partecipare, nel 1936 a Berlino: tutti vogliono vincere, specialmente  gli atleti che si riuniscono sotto una bandiera con la croce uncinata. I nazisti hanno fatto le cose in grande; migliaia di riflettori antiaerei iluminano il cielo la sra della cerimonia d’apertura. Anche un antico atleta come Astylos riesce a percepire la minaccia nell’aria. La pace che i giochi possono garantire è solo apparente. Ancora pochi anni e l’odio rischierà di cancellare gli umani dalla faccia della terra. Immaginate quante domande si sia posto stylos abituato a correre verso il traguardo perchèp il mondo era in festa. E’ ancora la Germania la meta del nosro sorvolo: la bella città d Monaco di Baviera, nel 1972, deve rappresentare il volto felice dei tedeschi, adesso che il nazismo è un ricordo lontano. Ma i fedayyin se ne infischiano del nuovo volto e attaccano nelle calde giornate estive dei giochi della pace. Sono ore di angoscia e di lutto per il mondo intero.

Pensate quante ne ha viste Astylos in questi anni di competizioni.

Adesso ci piace immaginare il “vecchio” Astylos appllaiato sopara lla ruota del London Eye, che si scrollerà la testa e pregherà che is”fermano le mani” e che questo mondo moderno goda di qualche attimo di pace……..

qui stiamo perdendo. ci rifaremo?

qui si ritorna a lavorare

Inizia la lezione e la maestra dice alla
classe:
“Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la
storia americana. Chi disse:
“Datemi la liberta o datemi la morte”?
La
classe tace, ma Suzuki alza la mano.
“Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu
ai tuoi compagni!”
“Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!”
“Molto
bene, bravo Suzuki!”
“E chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve
scomparire nel nulla ?”
Di nuovo Suzuki in piedi:
Abraham Lincoln nel 1863
a Washington!”
La maestra stupita allora si rivolge alla classe:
“Ragazzi,
vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro paese e conosce
meglio la nostra storia di voi che ci siete nati!”
Si sente una voce bassa
bassa: “Vaffanculo a ´sti bastardi giapponesi!!!”
“Chi l´ha detto?” chiede
indispettita la maestra.
Suzuki alza la mano e, senza attendere,
risponde:
“Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee
Iacocca nel 1982 alla riunione
del Consiglio di Amministrazione della General
Motors a Detroit.”
La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo
dire:
“Mi viene da vomitare!”
“Voglio sapere chi è stato a dire questo!!”
urla la maestra.
Suzuki risponde al volo: “George Bush Senior rivolgendosi al
Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza
imperiale a Tokyo nel 1991.”
Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama
scazzato:
“Succhiamelo!”
“Adesso basta! Chi è stato a dire questo?” urla
inviperita la maestra.
Suzuki risponde impeterrito:
“Bill Clinton a Monica
Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.”
Un
altro ragazzo si alza e urla: “Suzuki del cazzo!”
“Valentino Rossi
rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005.”
La classe
esplode in urla di isteria, la maestra sviene.
Si spalanca la porta ed entra
il preside:
“Cazzo, non ho mai visto un casino simile!”
“Silvio
Berlusconi, luglio 2008, nella sua villa Certosa in Sardegna.”