Non ne usciremo mai. Leggevo le parole del professor Renato Tassella, ve ne riporto qualcuna. “Il problema non sono solo i ladri e chi senza alcun merito ricopre posti di rilievo. Il grande problema è l’approssimazione, la maleducazione, la piccola mafiosità diffusa, lo stronzo che fa i graffiti nell’ascensore, quello che parcheggia in doppia fila, quello che salta la coda dal medico. Potrei continuare per ore. Sono coordinate culturali oramai consolidate. Per fare una rivoluzione bastano sei mesi, per fare una rivoluzione culturale ci vuole un secolo, almeno. Non ne usciremo mai. Non noi”.
Chi ha qualche conoscenza della storia se lo immaginava già, ma chi con la storia ci vive ne ha la certezza assoluta. Non ne usciremo mai. Non noi. Tuttavia, e non mi pare poco, possiamo sforzandoci di essere un buon esempio, anche non giustificando i mali cosiddetti minori, che poi così minori non sono, sono solo relativi: ognuno ruba quanto gli riesce a seconda della propria posizione di potere. Dov’è la minorità in questo? Sforzarci d’essere un buon esempio, e soprattutto nel divulgarlo piuttosto che proporre continuamente attraverso il fanatismo dei modelli parassitari, se non addirittura marci che non contribuiscono in maniera tangibile al benessere della società, significa regalare una speranza alla generazione futura.
Non dico che dovremmo essere brave persone. Finché la domenica sarà il giorno dello sport passivo, del centro scommesse, dell’ozio invece che della famiglia dell’aggregazione culturale e della discussione, finché avremo in mente che le vacanze servino a rifugiarci e rilassarci per poi dover tornare all’inferno della quotidianità, non avremo molto da insegnare ai nostri figli su cosa possa essere la vita e il rispetto per essa. La vita è la quotidianità. E per quanto anch’io ami viaggiare, devo ammettere che qualche foto di me alle Maldive con un cocktail in mano non la migliorerà affatto.
Abbiamo perso, e per provare a metterci in pari stiamo rubando dalle generazioni future. Abbiamo perso, e per paura che qualcun altro possa riuscire ci stiamo appropriando delle sue risorse. Abbiamo perso, tutti. Avvantaggiarci sul nostro prossimo attraverso squallidi espedienti immorali, legali o meno che siano, anche se forse pensiamo di farlo per i nostri figli, è di certo il miglior modo per rubare la possibilità di vincere ai nostri figli.
Abbiamo perso e diciamocelo: ce lo siamo meritato.

ci sono più scorte che volanti