Vera è una farfalla , che danza tra cumuli di

spazzatura abbandonati ai bordi della città.

Vera osseva attraverso i muri, quelli edificati

dai signori dell’odio e della vita senza sogni.

Vera si innamora di tutto e scrive storie. Storie

brevi, poesie, parole e musica altempo stesso.

sempre alla ricerca di una colonna sonora. alla

ricerca di un suono che rilasssi il suo sistema nervoso

imperfetto. Le stelle sono andate tutte al cinema, perchè

somo i poeti a portare avanti i sogni, magari non

scrivendo una sola riga: Cosa voglio di più? Stanotte

verrò inseguito da Baudelaire in mutande che

tenterà di convincermi ad un bagno nella Senna o

berrò l’ultimo bicchiere con Federico Garcia Lorca

prima dell’esecuzione. Tutto questo mentre Vera verrà

uccisa da Jean Paul satre con una penna: E, appena

sveglia, ci regalerà ancora una poesia, ancora un racconto

ancora un sogmo: Scritti in un foglio appena colorato da

una traccia del rossetto di Simone De beauvoir.

Questa poesia deve essere letta di notte, in una stanza senza luce. Inoltre, debitamente utilizzata, serve a fare i bigodini per bambole di pezza, a chiudere il buco della serratura contro il freddo, gli sguardi, le chiavi, e anche a prendere la misura del piede per comprare scarpe che siano di una misura non superiore a quella del foglio. Mi pare di aver fatto tutte le raccomandazioni per l’uso. Non è necessario agitare prima dell’uso.
Ciao