OGNI volta che sentiamo piovere, specie d’autunno o d’inverno, diveniamo irrequieti, Fra noi e la natura non c’è più laa fiducia di un tempo, quando i temporali non erano, almeno così spesso, forieri di sciagure. Persino lìodore dewlla pioggia è cambiato, la terra non emana più quello di corteccia e di fango, ma quello dell’acqua che la soffoca, ed anche lei sembra desolata qaunto noi. Le stahioni hanno perduto. quell’equilibrioche ci consentiva di convibervi con serenità. Ora non è più così. Nel corso degli anni i politici non hanno spauto agire nella giusta misura, nonostante le previsioni di climatologi, geologo ed altri, avessero annunciato ciò a cui saremmo andati incontro : a una stagione di disastri ecologici e ambientali. Una parte dell’Italia sotto l’acqua, sempre gli stessi paesi, le stesse aree a rischio. la Gente vive nella paura e nella rabbia, sentendosi giustamente abbandonata da coloro che a tutto sembrano rimediare con le loro esibizioni dialettiche, prive, quasi sempre, di contenuto e pathos. Gli alvei dei fiumi e torrwnti sono abbandonati, cosparsi di alberi che ne rallentano lo scorrimento delle acque in piena, gli affluenti non sono da meno. I vecchi capimastri del passato, con poca grammatica ma tanta pratica, sapevano tenerli di gra lunga meglio, che quasi mai straripavano. I problemi connessi alla natura vanno saputi affrontare con attenzione eed umiltà, spocchio e supponeza servono asssai poco. Invece, purtroppo, sono queste che sembrano predominare. Se chi ci governa non riesce a trovare la maniera di capire e prevenire ciò a cui stiamo andando incontro, entrando in sintonia col nuovo evolversi dei fenomeni naturali, avremo un futuro all’insegna di angoscia e desolazione. dove milioni di persone non si sentiranno più sicure nemmeno fra le mure di casa. Inoltre, fin dai tempi delle elementari, i nostri ragazzi dovrebbero acquisire la cultura del territorio, osssia la disciplina del rispetto verso il mondo che li circonda. nelle nuove riforme scolastiche c’è qualcosa di questo?