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l’America come un paese che ha costruito la democrazia moderna, ha liberato il resto del mondo dalle peggiori avventure liberticide, diventando, a prezzo di rischio e di sangue, la patria dei diritti civili, il difensore dei diritti umani, il luogo e il simbolo della libertà. ci si chiede se l’America rappresenti ancora il sogno di libertà nel quale proiettiamo le nostre passioni, le attese, le speranze, le leggende che dominano il nostro immaginario collettivo. Il sogno americano iniziò nei primi anni dell’Ottocento, con la conquista dei territori incolti del nuovo continente, da parte dei primi pionieri europei che abbandonarono il loro Paese, alla ricerca di una libertà e di un benessere mai sperimentati prima. Continuò nella seconda metà dell’ottocento, con investimenti fortunati sulle risorse ancora libere e l’avvio dello sviluppo industriale. Questa corsa verso la possibilità di una nuova vita richiamava ondate di immigrati dal Vecchio Continente. Il grande sogno del XX secolo ha avuto anche periodi di crisi. Basta ricordare
le lotte razziali che misero in discussione il principio dell’eguaglianza e la Grande Depressione del 1929 che causò privazioni e sofferenze proprio a chi più credeva in quella idea. Più tardi, negli anni Sessanta, la grande rivoluzione dei giovani hippy intaccava il concetto di famiglia tradizionale, elemento fondamentale del sogno americano. Ma con la nuova frontiera del Presidente Kennedy ed il discorso di Martin Luther King ( “ Vi dico oggi, fratelli miei…anche se affrontiamo le difficoltà oggi e di domani, io ho ancora un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nell’American dream”).

Alla corsa ideale verso la felicità, mediante il successo materiale e sociale, professata da molti cittadini americani sono state rivolte critiche dagli europei, ma soprattutto dagli ambienti cristiani e cattolici i quali considerano il valore della persona non legata ai principi edonistici del sogno americano. Infatti le opportunità per il successo nella vita non sono uguali per tutti, esse sono legate inevitabilmente a fattori quali: la fortuna, le condizioni e la famiglia di nascita, le capacità intellettuali, le caratteristiche fisiche e comportamentali della persona. Ma soprattutto il denaro e il successo non sempre danno felicità e l’accumulo di ricchezza non dovrebbe essere l’obiettivo di vita di una società progredita e giusta. (Franco cortese)