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Giorgi Napolitano è stato comunista,ha teso la mano ai carri armati sovietici che invadevano l’Ungheria nel 1956, ma poi ha capito e si è pentito. Ha capito che lo stivale stava andando alla deriva, per evitare il naufragio ha chiamato il Monti. Il più bocconiano dei bocconiani, fin dalla culla nutre vaste ambizion. Non vuole solo diventare un grande economista, ma anche un politico. poteva far meglio ma ha fatto bene. ci ha ridotto sul lastrico ma non aveva scelte. Ha reso l’Italia più triste e gli italiani più poveri. Abbiamo vissuto per troopo tempo da cicale dice qualcuno( ma qaundo mai?) ora addattiamoci al ruolo di formiche. Pier Luigi Bersani è un vecchio comunista, ma non come Napolitano. E’ stato un buon ministro, ed un pittoresco leader di paese più che di partito. Parla per proverbi come Frate indovino. Piace molto ai coltivatori diretti e alle massaie rurali.  Nichi Vendola è un piccolo Pira pugliese che si esprime per metafore e parabole. ha l’aspetto del cherubino attempato con la zazzera da seminarista e un ciondolo all’orecchio da hippy vintage. Silvio berlusconi è tornato in campo da cui non è mai uscito. Finchè non è diventato Signore di se stesso,dal Signore è stato unto.Ora unge lui, a discrezione con molta parsimonia. Si sente insostituibile e lo è ( dove trovare un altro come lui?). Si sente infallibile, e lo è un po meno. vende fumo colorato e anche buon arrosto, ma lo vende a se stesso: una partita di giro. Dove voglia arrivare non lo sa neppure lui, nesssuno come lui sente la propria mancanza. D’Alema sta dietro le quinte, in attesa di tornare alla ribalta dove nessuno lo vuole. Veltroni sta davanti all’effige di kennedy, sperando di ricalcarne le orme.  Non vogliono più fare politica, e quando torneranno a farla saranno i primi a fingere di stupirsi.

ma forse eravamo meno poveri