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E’ una specie di coro che si alza dai televisori : <non appena arrivo a Palazzo Chigi, taglio le tasse>. Lo dicono persino quelli che a palazzo Chigi ( e forse a Roma) non arriveranno mai perchè non hanno i voti. a parte berlusconi, che sulla promessa delle tasse ha costruito la sua carriera politica,,  (mai mantenuta) nell’mpresa si sono lanciati tutti, persino Mario Monti, che pure di tasse ne ha messe . Ma anche gli altri non si sono fatti sfuggire l’idea. Mentre dai teleschermi nazionali vanno in onda queste belle promesse, nei retropalchi della politica e della pubblica amministrazione si fanno i conti e comincia a trapelare l’idea che forse, nel 2013 non ci sarà nessun taglio di tasse. Anzi, potrebbe arrivare una nuova stangatina. Una cosina da 14/15 miliardi  di euro. come mai? Il 2013 appare, sotto il profilo economico, un anno un pò misterioso. si sa solo che partirà un po male : il primo trimestre sarà pessimo. E il secondo non dovrebbe essere scintillante. Si spera molto che intanto riparta la congiuntura internazionale e che da luglio le cose possano migliorare. Il risultato algebrico però, di un anno diviso in due ( la prima metà pesima, la seconda discreta) dovrebbe portare a un PiL che diminuisce (anno su anno) ancora dell’1% (fonti Banca Italia)  Verso marzo /aprile 8a nuovo governo insediato) lasituazione sarà questa : congiuntura accertata pessima e conti dello stato in pericolo. A maggior ragione quindi, c’è un pà di “irritazione” verso la politica, che invece di promettere tagli di tasse basate sul niente, dovrebbe dire come si fa ad evitare che salgano. Bisogna allora notare che in questa campagna elettorale c’è un grande assente. Anzi, forse è già cadavere : lo spending review. Non ne parla più nessuno. Si sa che il dramma italiano sta nell’eccesso di spesa pubblica e che ridiventare un Paese vivo e vivace bisogna smettere di spendere tutti questi soldi. Il taglio dei parlamentari, delle provincie e di mille altre cose è finito sotto il tappetoe tutti promettono che si farà la prossima volta (fra 5 anni). Un solo dato : se l’Italia adottasse i rapporti di rappresentanza fra cittadini e eletti dell’America, a noi basterebbero VENTI senatori e 87 deputati, poco più di cento persone. Invece ne abbiamo quasi mille. MY GOD!
guarda il video e stai attento alle cifre