leggete per vivere

“[…]Il matrimonio fra persone dello stesso sesso che la settimana prossima sarà legge dello Stato nella limitrofa Francia, e a seguire di poco nel Regno Unito governato dai conservatori, dopo che la Spagna già lo aveva introdotto nel 2005, vige inoltre nei seguenti paesi europei: Portogallo, Islanda, Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia. Luoghi barbarici, nevvero? Ma non basta. In altri paesi “sovversivi” come la Germania, la Slovenia, la Croazia, la Finlandia, non c’è il matrimonio gay ma le unioni fra persone dello stesso sesso sono registrate e codificate come patti civili, contemplati dalla legge. Per intenderci, sul modello dei famosi Dico o Pacs contro i quali la Chiesa italiana mobilitò nel 2007 un massiccio Family Day, contraddistinto dalla presenza in piazza di tanti leader politici pluri-divorziati e puttanieri (a quel tempo Fini e Casini stavano ancora con Berlusconi). Il fatto imbarazzante è che per trovare sulla mappa europea altre nazioni come l’Italia che finora hanno rifiutato anche solo di regolamentare le unioni civili fra omosessuali –non parliamo di matrimonio e di adozione dei figli- bisogna spostare lo sguardo verso est: gli altri paesi balcanici e le nazioni rimaste schiacciate per cinquant’anni dal giogo sovietico. A proposito, sarà un caso ma proprio in questi giorni Putin ha fatto approvare dalla Duma russa una legge che vieta “la propaganda omosessuale”. In altre parole, non solo ai gay sono negati i diritti di vivere pubblicamente le proprie relazioni, ma viene loro proibito rivendicarli. A ovest restiamo solo noi italiani (e la piccola Irlanda) a mantenere legislazioni che rifiutano l’idea stessa di unione omosessuale. […]”

Matrimoni gay, perchè l’Italia resta fanalino di coda

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