Ma non vi rendete conto di quello che avete fatto, e ci avete fatto, e di quello ci state facendo? Non vi vergognate di averci ridotto in queste condizioni, di aver prosciugato il pubblico erario. malversato, peculato, rubato, impinguando i vostri conti e quelli dei vostri cari? Scendete dalle scranne che, purtroppo con il nostro voto, avete occupato e disonorato. Non meritate che il nostro disprezzo, e se fra voi c’è qualche galantuomo esca dalla famelica orda e torni a fare quello che faceva prima. Onestamente come prima. non siamo arrabbiati. Siamo furibondi. Lo stivale sempre più zoppo è abbandonato a se stesso, il brigantino Italia sta andando alla deriva rischiando il naufragio. Il paese non ha più occhi per piangere, risparmi cui dar fondo per pagare balzelli stellari, more assassine, tasse sui rifiuti come se fossimo un popolo di crapuloni e sporcaccioni. La gente non ne può più di partiti, il seme di una democrazia degna di questo nome, sono diventati la gramigna di una nazione liberale ed egalitaria solo sulla carta. Una nazione di abusi, di arbitri, di soprusi e prepotenze, tenuta insieme con un mastice istituzionale, ma da una ragnatela di interessi inverecondi e inconfessabili. Noi vogliamo, pretendiamo, una classe dirigente che ci diriga, e ci diriga come dio comanda, non come vogliono i sedicenti leader di partiti che pensano solo a far cassa per se e a godere di privilegi inauditi. Qui ci vuole un esecutivo di ferro, che non significa autoritario, ma risoluto e autorevole, che faccia subito le cose che deve fare. Siamo convinti che il paese ha bisogno di un lavacro purificatore, che faccia piazza pulita di chi per lustri ne ha fatto un mercato delle vacche. E non solo in Italia, ma anche all’estero. Dove ci prendono in giro e ci danno dei buffoni. Voglio essere rispettato pertchè credo di aver fatto sempre il mio dovere e di averlo fatto secondo le mie capacità, al meglio. Alla dogana di Sidney o di Nairobi, controllando il mio passaporto non voglio più sentire l’ufficiale doganiere sogghignare, con uno sprezzante risolino :”bunga bunga”.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/quando-il-pd-diceva-mai-con-b/