Ci sono

tanti modi per fare morire una donna. Ma per debellare la cultura della violenza, l’unico modo è prendere gli uomini da piccoli e poi rincorrerli dappertutto anche da grandi in ospedale, ai semafori, dentro un parlamento. La lezione deve essere più precoce possibile. Impartita con amore e accompagnata da esempi. Un padre che non alza mai le mani e regala fiori sarebbe il massimo, ma va bene anche un padre scorbutico che protegge e rispetta. Lisi prende da piccoli e si smonta tutto prima che la vita assembli : l’azzurro e il rosa, il forte e il debole, io Tarzan e tu Jane. Si inventa per loro un gioco di ruolo, sei un cavaliere e lo resterai anche se perderai il lavoro, lei avrà più soldi di te o ti lascerà per un altro. I bambini assorbono, copiano, rilanciano. bisognerebbe andare a vedere che bambini sono stati i cecchini di questa guerra incredibile a cui è difficile stare dietro, quanto fossse forte l’azzurro del tarzan che li ha guidati dentro l’elenco dei matti che si allunga giorno per giorno. Pensavi che fosse finita, invece le agenzie battono l’ultimo rintocco : la guardia giurata uccide la ragazza e poi si ammazza. A Roma dove sembra ci sia la più alta concentrazione di virilità impazzita d’Italia. La polizia sul posto, la ricerca di un motivo che sarà di nuovo la gelosia o la disoccupazione, un buco in testa o le scatole girate della vita.
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Rileggi l'elenco e non ci credi, sfregiate dall'acido, suicide dopo uno stupro, accoltellate, sparate, strangolate a mani nude. C'è la tossica e l'avvocato, l'infermiera e il presidente della camera che per forza muore un poco di fronte all'indecenza delle provocazioni, tanto per ribadire che i modi per far morire una donna sono tantissimi. E' difficile capire cosa stia succedendo, pericoloso semplificare. Uccidono anche le donne ma sono così eccezionali. Forse non è una guerra ma una vendetta di genere, e fare cadere la responsabilità di vite sempre più inospitali su chi della vita ha il segreto e le chiavi. parlarne si deve, però con la paura di dare spunti sciagurati. Scendere in piazza è un modo per ricordare. si possono portare fischietti e tamburi, come sta accadendo nelle processioni di rabbia e mestizia di queste settimane. Chi ha idee migliori non le tenga per se. E soprattutto non si senta al sicuro.