Ho introdotto nella storia la speciale categoria del Merito, sostituendolo a quella del Diritto ereditario, che premia anche gli incapaci. Da semplice rampollo di una famiglia corsa di non eccelse condizioni mi sono saputo elevare  con le mie sole forze alla dignità imperiale. Ho aperto i più alti gradi del potere e della gloria ai figli del popolo, che hanno saputo servire il loro paese. Con me, i figli dei mercanti, dei bottai, dei fornai, dei muratori, dei mugnai e degli scudieri sono diventati marescialli. Tocca a voi borghesi, perfezionare il lavoro che io ho avviato e che soltanto la protervia delle vecchie oligarchie, la sfortuna o le beffe del caso mi hanno costretto a lasciare incompiuto.

Parole sante, sacrosante, con l’entusiasmo per ciò che è giusto  e doveroso.

I nostri politici se devono promuovere o premiare qualcuno, promuovono e premiano chi gli fa comodo, chi più docilmente si mette al loro servizio(sporco o pulito poco conta), chi gli porta voti in cambio di favori. Quei favori che sarebbe ora di di combattere, di punire, eliminare. Quei favori che hanno fatto dello Stato e del Parastato italiano dei dispensatori di posti, posizioni, prebende, benefici, sinecure. E’ un andazzo nato con la prima Repubblica. Senza merito non c’è progresso e, senza progresso non c’è sviluppo.  E senza sviluppo c’è crisi, come quella che stiamo vivendo. I somari bruchino nei loro pascoli, non diventino deputati, assessori, consiglieri regionali, provinciali, comunali. Il merito non è solo garanzia d’efficienza, ma anche un attestato di onorabilità, promuove l’azione e ne è stimolato. Basta con le raccomandazioni, che soprattutto per la dc e il partito socialista sono state il pane quotidiano e la più arbitraria e intollerabile prassi(gli altri partiti a seguire non sono stati migliori) Noi vogliamo una società di bravi, che abbiano dimostrato di esserlo, che s’impegnano  a fare sempre il loro dovere. Noi non vogliamo asini manovrati da protettori  e profittatori, da padrini e padroncini. Senza il merito ci si arrangia. Con il merito si è padroni del proprio destino. Senza il merito si vive di piaggeria ed espedienti. Con il merito di solido rispetto e sane aspettative.