cial

A fine anno gli italiani pagheranno ventitré tasse. Non dico quali perché non sono più in grado (e non lo sa nessuno) si censirle. Cari politici, cari in tutti i sensi, non vi rendete conto delle follie fiscali che avete commesso e state commettendo? Voi siete matti, e più che un seggio in parlamento vi meritereste la camicia di forza. L’italiano non sa come legare il pranzo con la cena e voi, per voi l’agenzia delle entrate lo scorticate vivo. siano cittadini non pecore. Cittadini non più disposti ad essere iugulati da balzelli : dall’Iperf all’Iva, dalla tassa sull’immondizia a quella sul suolo pubblico. A quando quella sull’aria che respiriamo, sui passi che facciamo, sui baci che diamo, sugli amplessi che consumiamo? Il paese sull’orlo della bancarotta(fra poco oltre) lo avete portato voi, e non da oggi. Non avete solo malgovernato, peculato, concusso, be avete fatto di tutti i colori. Concluso il felice intermezzo del boom economico, suggellato nel 1960 dall’oscar della lira, ha visto alla luce il centro sinistra, fortemente voluto da Moro, Fanfani e i socialisti stufi di stare in anticamera mentre gli altri banchettavano e facevano bagordi. nelle casse dello stato affondarono le voraci fauci i partiti, spartendosi ogni ben di Dio. A spronarli e legittimarli i sindacati, che non erano più quelli di Di Vittorio ma dei suoi surroganti epigoni che comiziavano in canotta e, finito lo show frequentavano in smoking i salotti dei borghesi progressisti. I conti non tornavano, ma nessuno batteva ciglio. Paghiamo le tasse, ormai quasi il 53% perché in mezzo secolo abbiamo accumulato debiti pubblici per 2100 miliardi di euro, cifra non da terzo né da quarto mondo : cifra fuori dal mondo. Ci spremono come limoni perché hanno mangiato e bevuto come Gargantua. Gli inquilini di un palazzo ridotto ormai a sontuoso rudere, non si rendono conto che la pazienza di un popolo ha un limite. Che c’è un limite anche al vampirismo dei governi, consolidato dall’insipienza e dal fatalismo. Tanti italiani lo so,  lo so benissimo hanno approfittato della cuccagna, della dissennata liberalità dei partiti e degli esecutivi che dispensavano favori. Possibile che nessuno abbia anche solo immaginato che non si poteva andare avanti così, che la misura si stava colmando, che la festa sarebbe finita? Politici attenti, la gente non è più disposta a tollerare e a pagare, Non ci sono soldi? Trovateli. Dove? Smantellando le province, le centinaia di enti pubblici che non servono a nulla e ci costano un occhio della testa, riducendovi lo stipendio e indennità, consumando meno carta igienica o portandovela da casa. Se non lo farete voi, ve lo faranno fare gli italiani. E sarà peggio. Molto peggio.

Stanotte per stare fresco ho sperimentato il “metodo PD”: le correnti.