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L’ho detto non so quante volte riecheggiando Alexis de Tocqueville, e non ,mi stancherò di ripeterlo: il potere si perde quando non  si è più degni di esercitarlo.  Per governare come Dio comanda facendo di un popolo una nazione, di una nazione uno stato, di uno stato una patria, bisogna essere in qualunque momento pronti a rinunciare al potere. Questo non è un fatto di ideali ma di buone leggi, di mani pulite, di competenza affinata all’esperienza. La politica non si improvvisa. Pensate a Monti. Di res pubblica non ha mai capito niente e i risultati si sono visti. Ha commesso l’errore più marchiano che possa commettere un premier : ha tolto la speranza ai cittadini. L’Italia non è mai stata così triste come sotto il suo sciagurato governo che la Merkel pilotava pro domo sua, a proprio uso e consumo. Non abbiamo statisti. I primi e gli ultimi sono stati Einaudi, De Gasperi e forse Togliatti(non rabbrividite) pupillo del califfo Stalin. Einaudi ha salvato l’economia che aveva ridotto l’Italia ad una necropoli finanziaria. De Gasperi aggiogò il nostro carro alla stella yankee, non perché fosse servo, come l’Unità insinuava, dello zio Sam, ma perché l’America con tutti i difetti e gli eccessi era ed è un paese libero, ed i dissidenti non li manda in Siberia ma in Florida. Dopo questa triade  che dominò la scena nel secondo dopoguerra, abbiamo avuto solo professionisti della politica, cinici. spregiudicati, masnadieri d’ogni taglia e risma, arruffoni, arraffoni e inetti, improvvisatori senza arte ne parte, demagoghi formato avanspettacolo, fighetti aziendalisti in blazer, Rolex, Tod’s e parrucchino. Con questa classe dirigente  che non saprebbe dirigere un banco di frutta  e verdura come si può mandare avanti una baracca sgangherata  come la nostra?

via verita-supposta)

scrokkalanotizia:

Si fosse schiantato un aereo, un treno o un pullman il tono sarebbe differente di quello usato per un barcone di disperati. Una tragedia a livello di vite enormemente più grande di quella della Concordia, avrà un’attenzione di qualche giorno e poi si tornerà a vivere in questa sponda del Mediterraneo, come se tutto sia normale.

L’ipocrisia tutta italiana prevede il commuoversi se il migrante affoga e l’incazzarsi se arriva sano e salvo a riva.