La Rochefoucauld diceva che la maggior parte degli eroi sono come certi quadri. Per stimarli non bisogna guardarli troppo da vicino.  Io , con poche eccezioni, agli eroi volontari non credo.  Sono le circostanze che li rendono tali. Solo i fanatici e i pazzi vanno spontaneamente incontro al pericolo. Invasati da un dogma o da un ideologia. Un uomo, compos sui, consapevole di chi è e di che cosa fa, si getta nella mischia solo se qualcuno, cui non può disobbedire, glielo impone. Gli assalti all’arma bianca sanno di m. La pelle sta a cuore a tutti. Non vorrei parlare male di Garibaldi, che come poche mummie sacre del risorgimento, in Italia è intoccabile. Chi non ne onora la memoria è tacciato di lesa maestà. Pensate a Norberto Bobbio, che per non perdere la cattedra lui antifascista scrisse una lettera supplice al tiranno romagnolo. Benedetto Croce, che tutti citano ma nessuno legge; fellini che ha fatto dei capolavori e dei polpettoni;  come Giorgio la Pira che , sindaco di Firenze si indebitò fino al collo  rammaricandosi, a maggior gloria dei diseredati di non aver fatto fallire la sua sgangherata amministrazione e ad Aldo Moro, ne statista ne uomo di chiesa, anche se andava a messa ogni giorno, o forse, proprio per questo. Perché, mi chiedo, l’Italia non cambia mai? Perché non cambiano mai gli italiani? Il tiranno romagnolo che diceva di conoscerli bene, ma li conosceva malissimo, li chiamò a raccolta e per 20 anni li incantò, paragonandoli agli antichi romani di cui dovevano calcare le orme. Ignorava o fingeva di ignorare,  che gli eredi di Scipione, di Cesare, di Augusto erano stati spazzati via dai barbari? Piaccia o no, noi discendiamo dai vandali, dai goti, dai visigoti, dagli ostrogoti. Qualcuno forse anche da Fabio Massimo il temporeggiatore, ma non conta niente. Il guaio è che per 2000 anni la chiesa temporale e costantiniana, la chiesa politica e politicante, la vera forza, il vero baluardo di quello spirituale, apostolica missionaria,  non ha mai voluto uno stato unitario. E quello che abbiamo?  cos’è? La caricatura di uno stato. basta vedere gli esecutivi che si avvicendano come i taxi al posteggio. Oggi nascono, domani vacillano, dopodomani cadono, come la repubblica di Weimar, in quella francese prima di De Gaulle nel 1958 in piena guerra algerina.  Come quella portoghese che dal 1910 al 1926 vide succedersi 44 governi, finchè i generali persero la pazienza, rovesciarono l’esecutivo e spianarono la strada a Salazar. Mentre fin dal 15esimo secolo Spagna Francia e Inghilterra erano uno stato unitario, la nostra penisola era uno caleidoscopio di principati e signorie, gli uni contro le altre armati. Le nostre magagne sono antiche e noi sempre gli stessi.

ungaretti

“Si sta come d’autunno…”