Il proverbio < ne uccide più la penna della spada> ha radici antiche. Certamente antecedente all’opera K588 di Wlfgang Amadeus Mozart <Così fan tutte, ossia la scola degli amanti> che è del 1790. Aforismi a parte il nocciolo della questione è presto detto. Gli scandali che sono scoppiati all’interno di ogni consiglio regionale, dalle Alpi a Punta Raisi, stanno o hanno riempito le pagine dei giornali e fanno fremere di legittimo sdegno ogni italico cittadino. Per una volta però, mi sia consentito non unirmi al coro <vergognatevi>(solo una volta)  e di andare a ricercare  a monte le radici dell’ennesimo malcostume in questo Belpaese. Fiorito, il Batman di Anagni, ci aveva avvertito <così fan tutti miei cari signori,  mica sono il solo, la legge ce lo consente>. Quanto e come abbiamo  poi esagerato non spetta a me stabilirlo.

Vero è che, alla ricerca di rattoppare il finaziamento pubblico ai partiti che tanto male aveva fatto e per cui gli italiani si erano espressi col solito disatteso referendum, qualcuno ha avuto la buona pensata di inventarsi il rimborso pro capite per elettore, una specie di voto di scambioal contrario. A quel punto, più crocette nella scheda delle preferenze beccava un eletto  più dobloni finivano nel suo personale paniere. Ma per scucire dobloni, (e tanti) coi tempi che corrono c’è bisogno di un giusticativo, una qualsiasi pezza che legittimi esborsi milionari. E allora via alla fattura allegrotta come si trattasse di un aria di Mozart, gli appartenenti al parlamentino regionale facevano a gara per esibire documenti fiscali tra i più singolari. Soggiorni termali, massaggi, cene sfarzose, persino ricevute di beneficenza e forniture di penne stilografiche extralusso tali da superare per numero le spade di tutte le legioni romane. come spesso accade, per meglio finire a tarallucci e vino, ci hanno schiaffato persino i pranzi di nozze familiari, costringendo gli inquirenti a spiccare mandati d’arresto. Ma non risiede nella singolarità dei rimborsi la sede del marcio. La vergogna sta ancora nelle leggi assurde di un Paese che si muove nel terzo millennio come si trattasse nel più oscuro Medioevo. Fatto un referendum trovato l’inganno verrebbe da dire. L’ennesima furbata sta disseminando il campo di dimissioni e di feriti. Senza contare che chi si è fatto la legge a proprio consumo, poi si autorigenera, partecipando ad autoelezionie ad autocongressi. Chi invece avuto la sventura di rimanere fuori dai giochi, poco male, con qualche centinaio di migliaia di euro al partito si guadagna un posto nel listino ristretto. E il successo è garantito. Insomma, non prendiamocela troppo con le fatture bizzarre della <Scola dei Ladroni> così fan tutti. Una sola domanda : ma a furia di suonarvela e cantarvela, avvelenando il Popolo sovrano con le vostre voci stonate, non ne avrete mai le orecchie piene? Noi si, ma ancora ci piace pensare che esista Mozart.

Così fan tutti…

così fan tutti