poveri

SO Perché il brivido magico di questi giorni tocca così teneramente il cuore : sembrano questi giorni sospesi, gli ultimi d’una vita, non quelli di un suo pezzetto soltanto, quasi ad offrirci una prova generale. Per questo ci stringiamo ai più cari, ci cerchiamo, recuperando alla conta anche quelli che non sentiamo da tanto. Vogliamo passare il confine insieme ai compagni del Viaggio, non importa se fu faticoso e deludente. Siamo fatti di tempo, <la stessa sostanza dei sogni>, in nessun altro mese ne ripassiamo così a fondo la verità.  E ogni volta, al traguardo, ci verrebbe voglia di mettere il freno a mano. rallentare la corsa, fermarci a guardare il paesaggio che lasciamo per sempre. Come fosse il viso di una bella donna a cui stiamo per dare finalmente il primo bacio, è per un attimo ci vediamo perdere quella donna che avevamo desiderato, per possedere invece questa, che d’ora in poi sarà nostra.  Anche il 2014 sarà nostro, certo, non ci scappa più.  Nostro con tutto il suo bel carico di speranze  e promesse mancate dal vecchio.  E IL MALE attraversato, la crisi, il buio futuro, per un momento sospendono la pesantezza, perché ci paiono prove necessarie per arrivare al bene, alla fine dell’incertezza, alla luce. <Ogni estremo di male un bene annuncia> scriveva Saba. E non importa se l’esperienza ci ammonirà con Leopardi <la vita che è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce, non la vita passata, ma la futura>. Perché l’energia della speranza, <coscienza anticipante delle cose>,  che ci toglie da qui, da letta e Grillo, da Alfano e Berlusconi, Renzi e Napolitano, e ci fa  già creare il futuro ci solleva in alto, a  guardare più avanti, scommettendo come prima di noi, davanti a guerre, fame,  invasioni e terremoti, i nostri non più fortunati predecessori. La leggerezza degli irresponsabili o dei folli, può disegnare allora la misura del nostro impegno davvero morale per cambiare le cose. COME se cambiarle dipenda da uno sguardo diverso, più simile a quello di bambini che di adulti, che sappia ridere delle cose serie e restare serio delle cose frivole. Noi italiani siamo ricchi di questo sguardo. E un tesoro che si chiama immaginazione, è una forza che sia la Germania  di Goethe che quella  della Merkel ammirano da sempre, in viaggio <nel paese dove fioriscono i limoni>. Che la festa cominci allora, lanciando il cuore oltre l’ostacolo