Vorrei giochi, macchinine telecomandate, un pc.
Vorrei una Barbie, un set da parrucchiera e uno da cucina.
Io vorrei che aprissero le strade e che tutte le persone tornino nelle loro case.
Vorrei che tutto tornasse normale, che potessimo mangiare, bere, giocare con i nostri amici.
Vorrei del pane fresco, della frutta e della carne.
Vorrei carne, pollo, uova, pane, vorrei mangiare con i miei fratelli.
Vorrei tornare alla mia casa e vorrei che mio padre mi portasse un trenino da Babbo Natale.
Vorrei tornare a scuola.
Vorrei tornare a fare passeggiate e giocare a pallone con i miei amici; con la guerra non possiamo farlo perchè ci sono i mig, i barili, le bombe.
Vorrei tornare a studiare e rivorrei tutto ciò che ho perso.
Che fortunati che sono i bambini che possono mangiare quello che vogliono con i loro fratelli, che possono andare a scuola.

BUON ANNO

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento. Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno. Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti. Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro. A tutti quelli che ancora si commuovono. Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni. A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato. Ai poeti del quotidiano. Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo. Agli eroi dimenticati e ai vagabondi. A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile. A chi non ha paura di dire quello che pensa. A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà. A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione. A tutti i cavalieri erranti. In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene… a tutti i teatranti.

Miguel de Ivan Cervantes Don Chisciotte