Se L’ITALIA fosse un paese meno disordinato  probabilmente potrebbe puntare solo sulla bellezza per risolvere gran parte dei suoi problemi. Fra l’altro si tratta di un fenomeno che si è già verificato. nel Cinquecento tutto ciò che di bello era reperibile in Europa era rigorosamente <made in Italy> : dalle scarpe alle stoffe, dai quadri ai mobili. E non era una moda. Era il frutto do migliaia di artigiani  sparsi nelle città italiane e di una nobiltà, magari non importante, ma dai gusti precisi, esigenti, Ma non si tratta solo di questo.  Per molti secoli L’Italia ha costruito i più begli edifici del mondo  e li ha spesso riempiti con quadri di assoluta bellezza (capisco la resistenza di Renzi a lasciare Palazzo vecchio). Non si sa mai se credere a certe statistiche oppure no, ma c’è un piccolo pezzo di territorio italiano ( al confine di Umbria, Marche e Toscana) dove si sostiene sia concentrato il 70 per cento del patrimonio culturale dell’umanità. Magari è un esagerazione : forse sarà solo il 30 per cento. Quello che è sicuro è che nessun altro luogo al mondo può vantare simili concentrazioni di cose belle e non più riproducibili. Ma, se volete, non si tratta nemmeno di questo : la verità, forse scandalosa per alcuni, è che la società italiana si porta dentro la grande bellezza. A volte è in primo piano, in altri momenti è più defilata, ma c’è. Oggi tutti parlano degli stilisti e del <made in Italy> E ci si dimentica di dire che i nostri Armani, Versace, Prada hanno immaginato le loro creazioni, il loro modo di stupire il mondo in anni in cui l’Italia era un tremendo paese quasi infrequentabile, messo in ginocchio dai sequestri di persona e dal terrorismo. A riprova del fatto che la bellezza è parte del nostro Dna, della nostra storia. Solo la nostra speciale confusione ci impedisce di essere i veri sacerdoti della bellezza nel mondo. E c’è anche chi sostiene che c’è ancora qualcosa oltre la grande bellezza italiana : la dolcezza del vivere. Quel piccolo borgo con quel piccolo ristorante. Quel formaggio con quel vino così delicato. Quel tramonto così unico visto dal balcone di quella trattoria. Ecco, c’è chi dice che quando avremo venduto tutto agli stranieri, ci resterà ancora quest’ultima cosa : la dolcezza del vivere.