L’ITALIA disegnata da Renzi nel suo discorso al senato è talmente bella che persino l’opposizione avrebbe dovuto alzarsi in piedi e applaudire, cessando ogni ostilità. Riforma del Senato, taglio dei parlamentari, taglio a “due cifre” del cuneo fiscale, pagamento di tutti i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, fondo di garanzia per il credito alle piccole e medie aziende, sistemazione delle scuole che oggi qualche  volta cascano in testa agli scolari, ecc…  Con queste premesse insomma, l’Italia veramente si rimette a correre da domani mattina. Non vedo cosa si potrebbe fare di più e meglio. Manca solo (ma forse è una svista) un maxi-aumento delle pensioni più basse di tutti i salari, e poi l’Italia da figlia minore dell’Europa si sarebbe trasformata in una specie di terra promessa, con tedeschi ed olandesi che avrebbero chiesto di trasferirsi qui da noi in pianta stabile. Ma c’è un ma. fatti due conti alla buona, il programma di Renzi costa fra i 120 e 130 miliardi di euro. cifra da far tremare i polsi. Cifra che non esiste nel bilancio dello stato e che mai vi potrà esistere, a meno di non immaginare una pressione fiscale verso vette himalaiane. Ma questo si dovrebbe  poter escludere, anche perché i politici dovrebbero aver capito che i cittadini non sono il loro bancomat. Da dove verranno questi soldi? Da quel poco che si è capito, si conta di fare largo uso dei soldi che stanno nella Cassa depositi e prestiti. E qui va ricordato che sono denari raccolti attraverso il risparmio postale : in un parola sono i soldi dell’Italia più povera. Ma non credo  siano sufficienti. Allora resta l’Europa. Se facciamo vedere che stiamo facendo sul serio, Bruxelles ci autorizzerà  a spendere un po’ di più.  cioè a fare altri debiti. Sulle possibili dimensioni di questa deroga dell’unione europea ci sono dei dubbi. Ma sarà bene ricordare che se Bruxelles sarà benevola, non manderà miliardi ma solo il permesso di fare altri debiti; che andranno ad aggiungersi agli altri 2000 miliardi che già abbiamo. E se fossimo seri nemmeno a pensare di chiedere la deroga. Sul fronte dei debiti abbiamo fatto l’impossibile. In compenso siamo pieni di spesa pubblica da tagliare. Ma su questo punto Renzi è stato molto prudente. Il nodo vero del dramma italiano però, è proprio la spesa pubblica. Basterebbe tagliare 50 miliardi su 800 per realizzare metà del programma di Renzi : e nessuno si aspetta di più da lui per il 2014. La metà che andrebbe a mancare potrebbe farla l’anno prossimo. Ma la spesa pubblica fa così paura che nessun premier osa prender un impegno preciso. Si fa prima a puntare sui soldi della cassa depositi e prestiti. E’ più facile e non comporta battaglie di nessun tipo. Basta allungare una mano e prenderli.