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ERA DOSTOEVKIJ ne <L’Idiota>, forse il suo capolavoro, che lo esclamava per bocca del protagonista : <la bellezza salverà il mondo!>. E in queste ore  la vittoria del film  <La Grande Bellezza>, con l’Oscar  al suo regista italiano riporta quell’aforisma in auge, forse anche nella mente dei molti che non lo conoscevano.  Perché, anche se il film  non è all’altezza di quel magico Fellini a cui si ispira, ha subito il magico effetto almeno di restaurare l’icona dell’Italia, che solo due anni fa pericolava nell’immaginario del mondo col naufragio del <Concordia>. Un restauro è il prima passo verso la salvezza di un opera. E noi italiani abbiamo questo meraviglioso tesoro da portare in salvo per chi verrà dopo di noi : i capolavori dell’Arte di millenni, dalla romanità precristiana alle tombe etrusche. Basterebbe il compito di custodi e valorizzatori del patrimonio artistico delle nostre città, delle chiese, dei palazzi, delle piazze,  dei siti archeologici, dei musei per creare, con un governo che sappia farsene davvero carico, un solido business capace di investire le energie migliori del paese, i GIOVANI.  Sogno i giovani disoccupati italiani diventare gli angeli custodi della Bellezza disseminata nel paese, come già la notte del 4 novembre 1966, nella Firenze sommersa dall’Arno, quando furono proprio i giovani accorsi con generosità, da varie parti d’Italia a farsi carico del salvataggio e del restauro  delle opere d’Arte. Al ministero dei Beni culturali rivolgo questo caldo invito, cercare in ogni modo di  valorizzare come difensori, operatori, custodi di quei mille siti artistici che fanno l’autentica ricchezza, il vero petrolio dell’Italia. Fra Sorrentino di 43 anni e Renzi di 39 corre la magia di una nostra immagine rinnovata nel mondo(si spera almeno) di un Italia giovane, quella che il nostro poeta più innamorato della giovinezza, Giacomo Leopardi ha meglio saputo descrivere per il fascino che esercita : <…e quasi (inusata meraviglia!) il mondo/la destra soccorrevole gli porge, / scusa gli errori suoi, festeggia il novo/suo venir nella vita, ed inchinando/mostra che per signor l’accolga e chiami ….>