Sotto il brusio della radio che trasmette musica dozzinale frammentata da spot pubblicitari di mobilifici e concessionarie d’auto il barista passa lo straccio sul bancone con aria assente, mentre i pochi avventori reggono in piedi il videopoker a colpi di pensione sputtanata in tagli da un euro, o siedono a battere le carte da gioco sul tavolo.
Un pensionato tiene la testa immersa nel  Mattino sopra il frigo dei gelati su cui borbotta da venti minuti, afferra il calice dell’ennesimo bianco macchiato bile, lo finisce in un sorso e chiude il giornale con una sonora manata che risveglia il locale dal torpore, Basta!, esordisce con la bocca impastata, qua bisogna fare eà rivoussiòn! Non è possibile che due milioni di veneti, dico due-mi-lio-ni, votano  per la secessione e i te aresta pà un trattore e si inventano che siamo terroristi! Qualcuno scuotendo la testa torna alle carte, qualcuno fa cenni di approvazione e qualcun altro ascolta mentre con l’occhio segue il mancato allinearsi di fragoline e limoni, il mio amico Piombo siede al tavolo in fondo dietro alla sua meritata birra media del dopolavoro.
L’anziano cerca sguardi di approvazione e trovandone qualcuno alza il tono, Siamo pieni di tasse  che roma ci mette e siamo sempre di più senza lavoro, e  il governo dei sinistri cosa fa? Dà le case ai rom e agli immigrati che fanno figli come conigli e gli pagano anche gli alimenti coi nostri soldi, e i nostri figli sono costretti a vivere coi genitori e anca sensa lavoro, porc…..! BAM! Batte un’altra manata sul frigo dei gelati levando qualche altro sguardo tra cui quello del barista che lo squadra come a dire un’altra manata sul frigo e ti sbatto fuori, ma quello manco se ne accorge tanto è preso dal suo delirio, E poi sto casso de Rensi, chi casso lo ga votà, an? Ma che casso de democrazia è questa che ti arrestano se sei per la patria veneta? Qua bisogna fare eà seccession da sta italia demmerda, bisogna fare eà rivoussiòn! Grida infervorato mentre Piombo si sta avvicinando con tutta la sua mole al bancone per pagare, giusto in tempo che il vecchio gli chieda rabbioso: O no?
Dipende, risponde lui pacato,
Da cossa? Chiede quello avanzando di un passo.
Piombo mette i dieci euro sul bancone e lo fissa negli occhi, Dipende se ci metti meno di un minuto a smontare, lubrificare, rimontare e caricare un Kalashnikov, da quante munizioni hai a diposizione, ma soprattutto da quanto sangue sei disposto a far scorrere e versare… Il vecchio lo guarda a bocca semiaperta come se si fosse appena preso un ceffone, Piombo ritira resto e scontrino e continua pacato  …Perché nelle rivoluzioni, se non lo sai ancora,  scorre tanto, tantissimo sangue. Ma questo tu non lo sai perché nella migliore delle ipotesi sai solo sparare ai fagiani con la doppietta o vantarti di avere una beretta non dichiarata nascosta nella letamaia, con la quale spareresti volentieri al primo sfigato che supere il cancello della tua villetta, giusto? Quindi ascolta qua, Mao ha detto chiaro e tondo che La Rivoluzione non è un pranzo di gala, io aggiungo che non è neanche una cosa da far fare agli stronzi come te che han votato la peggior classe politica per anni per poter coltivare solo il proprio orticello mentre il resto del paese se lo sbranavano a troie, festini e parlamenti padani con sede fiscale in Tanzania. Quindi adesso tu ti togli dai coglioni da qui davanti che devo uscire, se ti capita d’incontrarmi cambia strada, se sono in questo bar tu vai nell’altro, se entro in questo bar tu esci, se hai qualcosa da dirmi è meglio che te la tieni perché non solo so smontare e rimontare un Kalashnikov in meno di un minuto col colpo in canna, ma in meno di trenta secondi ti sfascio il culo e te lo impianto nell’asta della bandiera in piazza, a fianco di quella italiana, ci siamo intesi?
Silenzio.
Piombo esce seguito agli sguardi degli avventori, il barista passa lo straccio sul bancone, solo la coda di una spot alla radio sottolinea la scena con un allegro …a partire da soli trentacinquemila euro, ipt esclusa! 

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