Dopo sei ore di scuola un panino al bar, il corso di tennis e la lezione di recupero di latino, il giovane uomo affonda nel letto e si arrende . <non ce la faccio più>.  E’ scontroso, irascibile come un broker, offeso come un precario sotto ricatto. Sente incombere il test di ingresso ad architettura, la verifica di geco e la maturità. Trappole, scadenze, obblighi da capitano di industria. La sua vita da adolescente è una fabbrica che non si ferma mai: sotto la montagna di impegni il tempo del sogno lo ha tradito. Quando è cominciato? Per lui subito, dalla primina, quando la madre sciagurata assecondando la moda di guadagnare un anno senza rinunciare al contorno. Il nuoto, l’inglese, l’informatica  perché  andavano di moda, la musica per non stare fuori dal coro. Poi il calcio, con gli allenamenti fino alle nove di sera in mezzo a cui incastrare il catechismo e il dentista, fino al giorno in cui l’agonismo è collassato sotto il peso dei classici e le estati passate su libri per rimediare a un giudizio sospeso. OGNI ANNO un mattone in più, una falla nel serbatoio dell’energia. In più tanta apprensione e insicurezza, il sospetto che sia sempre questione di vita o di morte. Come un adulto, ma è solo un adolescente. per noi che abbiamo giocato nei cortili, all’aperto e il sabato correvamo a casa a vedere Oggi le comiche in tv era diverso. Ci siamo consumati lo stesso gli occhi sul Rocci senza però subire il furto del presente, abbiamo avuto pomeriggi noiosi in attesa del grande evento serale : la puntata di Sandokan. Andavamo in montagna ma nessuno ci costringeva a fare la ricognizione tra i pali alle otto di mattina.  A volte ci veniva un filo d’ansia per i compiti del lunedì, ma non erano i lavori forzati di adesso.  Abbiamo sempre fatto tutto da soli senza contare sui genitori, trovando anche il tempo di attaccare le figurine. Eravamo romantici ma non isterici, ancorati nel golfo della spensieratezza. Il giovane uomo svenuto di fronte alle mille tentazioni della pay tv  cerca, nel sonno, ristoro e sogni semplici : un pranzo dai nonni, una partitella senza divise.    E un prato.