Più socchiudo gli occhi meglio essi vedono,
poiché tutto il giorno osservano cose indegne;

ma quando dormo, nei sogni essi vedono te,
e, oscuramente luminosi, sono luminosamente
diretti nel buio.

E tu, la cui ombra rende lucenti le ombre,
quale felice spettacolo formerebbe la forma
della tua ombra
al chiaro giorno con la tua luce molto più chiara,
se a occhi ciechi la tua ombra splende così tanto!

Come sarebbero beati gli occhi miei, io dico,
guardandoti nel vivo giorno,
se nella morta notte la tua bella vaga ombra
nel sonno profondo appare a occhi spenti!

Tutti i giorni sono notti finché no ti vedo,
e le notti sono giorni splendenti quando i sogni
ti mostrano a me.

William Shakespeare

“Voglia mi sprona, Amor mi guida e scorge,
Piacer mi tira, Usanza mi trasporta,
Speranza mi lusinga e riconforta
et la man destra al cor già stanco porge;
e ‘l misero la prende, et non s’accorge
di nostra cieca e disleale scorta:
regnano i sensi, et la ragion è morta;
de l’un vago desio l’altro risorge.
Vertute, Honor, Bellezza, atto gentile,
dolci parole ai be’ rami m’àn giunto
ove soavemente il cor s’invesca.
Mille trecento ventisette, a punto
su l’ora prima, il dì sesto d’aprile,
nel laberinto intrai, né veggio ond’esca.”

— Francesco Petrarca, Canzoniere CCXI.
(Da 687 anni la poesia d’amore non è più la stessa di prima).