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C’E’ PIU’SENSO in “Genny ‘a carogna” che nei mille inquilini del parlamento. Mentre i politici di professione sembrano scoprire solo ora che negli stadi alligna la violenza e che i violenti interloquiscono da pari a pari con i rappresentanti delle società calcistiche e dello Stato, lui, “Genny ‘a carogna”,  rilasciava interviste per dare copertura politica alle inverosimili parole del questore di Roma : ma quale trattativa, noi ultras del Napoli non abbiamo trattato con nessuno e nessuno mai s’azzarderebbe  a trattare con per decidere se una partita si  possa giocare o meno…. Balle, certo, ma balle politiche. Balle comunque migliori di quelle dei politici veri e propri, apparentemente sgomenti per la ritirata dello stato di fronte alla violenza degli ultras e convinti che per risolvere il problema occorrano nuove e più dure norme.  Balle, appunto. Le norme ci sono, quel che manca è il coraggio di applicarle. E non è il coraggio degli uomini evocato da Manzoni, è il coraggio dello stato che manca. Manca perché manca lo stato. E non essendoci lo stato non resta che trattare, trattare sempre e con tutti, soprattutto con i violenti e i prepotenti. Accade ogni maledetta tra capi della Digos  e capi degli ultras. E ACCADE in occasioni delle manifestazioni politiche, attorno ai centri sociali, e ai presidi no-tav,  oppure dove vengono organizzati incontri rave: lasciamo corre, lasciamoli sfogare, meglio evitare lo  scontro, spiegavano i carabinieri, alle decine di telefonate di residenti inferociti dopo due notti di allegra musica techno. Lo stato in Italia è una finzione. Perciò chi lo rappresenta si sente in dovere di scendere a patti con chi lo minaccia ben sapendo che contrapponendosi ai violenti possono succedere solo due cose entrambe sgradevoli : o le forze dell’ordine le prendono, e non ci fanno una bella figura, o le  forze dell’ordine le danno, e subito vengono processati per abuso della violenza. “Genny ‘a carogna” insomma, è più forte e perciò-dando lezione di politica ai politici- può permettersi il lusso di fingersi debole.