Gli amici, quelli che restano tali per tutta la vita, che non ti tradiranno mai e nei momenti difficili saranno sempre al tuo fianco. Non diamo il nome, il nome sacro di amici a chi non lo è, ma vuole sembrarlo.  Riserviamolo solo a chi riscuote la nostra stima, a chi condivide i nostri sentimenti, capisce i nostri umori e malumori. L’amicizia si guadagna giorno per giorno e quelle che Goethe definiva “affinità effettive” devono certificarne l’autenticità  e propiziarne  la perennità. Non si diventa amici per caso. Si diventa amici per consonanza di idee e quelle virtù che fanno di un uomo un Uomo. Gli amici tengono compagnia anche se sono lontani. Sai di averli, e loro sanno di avere te, e questo vi fa sentire vicini. Non si chiede nulla agli amici, se non quello che potrebbe dare ad entrambi qualcosa che arricchirebbe. I segreti si confidano a vicenda. Quante volte  i pensieri inespressi, se rivelati, scopriamo che coincidono. Ci sono azioni che non commetteremmo mai : né noi né i nostri amici. Ciò che per noi è bene anche per loro. Quel che per te è male è male anche per loro. L’amico, a differenza del complice, che al momento opportuno per il più abbietto e inconfessato calcolo t’inganna, non ti farà mai un torto. I suoi sentimenti verso di te hanno il sigillo del pudore e l’impronta della sincerità. non ti nascondono nulla e nulla tu nascondi a loro. condividono le tue gioie e i tuoi dolori per godere di quelle e lenire le asperità di questi, non ti lesinano l’entusiasmo e la solidarietà. Ci sono persone( e sono la maggioranza) che vedi ogni giorno e di cui subito perdi il ricordo, e ci sono persone, gli amici,  i pochi, i pochissimi amici , che vedi raramente ,  e quando ci si incontra è come se vi foste lasciati un ora prima. L’errore di tanti, è di chiamare amici, i conoscenti. Diceva Jules Renard, l’autore di Poil  de carotte : gli amici li vedi sempre, li vedi spesso, li vedi poco, non li vedi più. E questo perché la vita  cancella e trasforma tutto, anche quello che noi vorremmo tramandare ai posteri.  La vita è un gioco degli specchi, una cabala, una lizza, una sfida, un’alba, un meriggio, un tramonto. La vita è tutto e l’amicizia la rende più degna di essere vissuta, le dà un senso di generosa e altruistica solidarietà. La storia , la grande Storia, e il mito, il meraviglioso Mito, hanno celebrato amici consacrandone la fratellanza : Pilade è l’ombra di Oreste; Niso e Eurialo a Troia moriranno insieme in combattimento, felici di subire l’inesorabile volontà del fato cui nessuno sfugge. Patroclo, inseparabile compagno di Achille, morirà indossandone le armi. Chi erano i giovani seguaci di Socrate? Erano i suoi discepoli. Altro fondamento e, insieme, sacramento all’amicizia il riserbo, il tatto. L’amicizia ha un valore inestimabile che rivendica un culto , con cerimonie sommesse e una riservata  liturgia interiore.