Di oggi la notizia della dichiarazione del capogruppo della lega alla Regione Lombardia che afferma di non voler dare “nemmeno un euro ai rifugiati” arrivati a Malpensa, in 500, nelle scorse ore con dei voli speciali dalla Sicilia e aggiungendo:

“Dalla Regione non arriverà un solo euro per il mantenimento di questi clandestini; i soldi della Lombardia verranno impiegati solo ed esclusivamente per aiutare i lombardi. Per quello che ci riguarda possono essere tutti immediatamente reimpatriati.”

La Lombardia ha quasi 10 milioni di abitanti con piú di 33.000 euro di pil pro capite.
Non vuole 500 persone.

Il Libano ha 4,5 milioni di abitanti e un pil procapite meno della metá dei lombardi.
Accoglie 100.000 (centomila!) rifugiati al mese e ha reimpatriato solo Dell’Utri.

Michela Vittoria Brambilla paladina degli animali ma tace sui suoi operai<br /><br /><br />
L’azienda di famiglia dell’onorevole, la Trafilerie del Lario, è in liquidazione. Ad acquisirla si è candidato il magnate russo Celik Halat, che vorrebbe mandare a casa circa 30 dipendenti. E nonostante gli appelli e le interrogazioni parlamentari, la deputata non commenta.<br /><br /><br />
La Celik Halat, scavalcando la mediazione sindacale, ha scelto 50 tute blu, proponendo loro di tornare in fabbrica con uno stipendio decurtato del 30 per cento. Ad altri 30 ha invece promesso una buona uscita prima del licenziamento.<br /><br /><br />
La Fiom ha trascinato i turchi in tribunale per atteggiamento anti-sindacale, mentre Lega Nord, Pd e Sel a più riprese hanno presentato agguerrite interrogazioni parlamentari, non solo per chiedere al governo di intervenire, ma anche per sollecitare la collega e la sua famiglia a fare qualcosa. L’onorevole, per il momento, non commenta.<br /><br /><br />
(L’Espresso)

Michela Vittoria Brambilla paladina degli animali ma tace sui suoi operai
L’azienda di famiglia dell’onorevole, la Trafilerie del Lario, è in liquidazione. Ad acquisirla si è candidato il magnate russo Celik Halat, che vorrebbe mandare a casa circa 30 dipendenti. E nonostante gli appelli e le interrogazioni parlamentari, la deputata non commenta.
La Celik Halat, scavalcando la mediazione sindacale, ha scelto 50 tute blu, proponendo loro di tornare in fabbrica con uno stipendio decurtato del 30 per cento. Ad altri 30 ha invece promesso una buona uscita prima del licenziamento.
La Fiom ha trascinato i turchi in tribunale per atteggiamento anti-sindacale, mentre Lega Nord, Pd e Sel a più riprese hanno presentato agguerrite interrogazioni parlamentari, non solo per chiedere al governo di intervenire, ma anche per sollecitare la collega e la sua famiglia a fare qualcosa. L’onorevole, per il momento, non commenta. (L’Espresso)

l’allievo e il maestro…

piccola differenza:

In Francia = Il Governo: “davanti ai giudici Nicolas Sarkozy è un cittadini uguale agli altri.”

In Italia = I condannati dettano l’agenda di governo e vengono invitati a partecipare alla riforma della Carta Costituzionale.