I MISSIONARI che spendono la propria esistenza nei luoghi più remoti per regalare vita e istruzione alle popolazioni meno fortunate, vivono in odore di santità. Eppure i premi per il loro sacrificio sono spesso modesti agli occhi delle società  “civili” : le pareti di una scuola tirate su in mezzo alla giungla, un pozzo artesiano che regala ricchezza, una campagna di  vaccinazione capace di salvare vite: di fronte a un sentimento così puro come il loro altruismo resta solo da inchinarsi e benedire la forza con cui combattono realtà difficili. Tre suore italiane sono state violentate e massacrate in Burundi nelle scorse ore. non penso avessero altre colpe se non quella di aver goduto dei sorriso dei bambini strappati alla malaria, di quelli che avevano istruito,  curato o saziato.  Il fatto che, a infierire sui loro corpi, possa essere stato uno squilibrato attenua la vampa d’indignazione, ma non assolve il momento storico nel quale stiamo vivendo. Mi sembra così assurdo e anacronistico che oggi si muoia per un credo. Soprattutto che qualcuno uccida nel nome del suo dio. Perché ogni assassino che si autoassolve nel nome del signore, è il criminale più pericoloso contro il quale combattere. POSSIBILE che il passato-anche quello recente- non ci abbia insegnato nulla? Possibile che i camini di Auschwitz abbiano fumato invano? Eppure dovremmo essere in grado di riconoscere al primo vagito il  figlio sanguinario del fanatismo. Tra chi è senza colpa, quelle suore erano le più innocenti perché vivevano di sorrisi e di soddisfazioni tanto vere quanto oneste.  Un pazzo, e mi auguro si tratti proprio di un folle senza alcun intento fanatico-religioso, le ha martorizzate, perché i loro sorrisi rendevano evidenti la sua incapacità di amare. E’ forse troppo presto per interrogarci su quanto sia ancora giusto amare in ogni circostanza, ma temo che dovremo abituarci a farlo. Anche perché risulta difficile amare chi non considera il suo prossimo come un fratello.

Non penso che Lucia, Olga e Bernadetta si siano ami poste il problema : chiunque riuscivano ad abbracciare diventava loro fratello. Era un processo automatico alimentato dall’amore, dal sacrificio e dall’altruismo. Un percorso talmente nobile e utile da meritare riconoscenza e affetto. E invece le ha portate a morire in quella maniera orribile.