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E allora va bene. Va bene cosí. Innamoriamoci

e poi sbattiamoci fino a che non avremo più fiato in gola per dire ancora

o sì o più forte o qualsiasi monosillabo si possa

pronunciare mentre si fa l’amore. Dai. Strappami di dosso la

solitudine, toglimi la camicia e mordimi tutti i pronomi

possessivi che vuoi. E dopo, quando la notte sarà morta e

sepolta e resteranno cicche di sigarette e bicchieri ed odore

di sesso e di vita, accarezzami piano e lasciami lì.

Osservami, toccami, scopami ancora oppure dimenticami e non

ritornare. Qualunque cosa tu voglia decidere, fare o pensare

non la pronunciare. Metti una canzone, una di quelle che

vuoi, una di quelle che sa raccontare un finale. E amami

ancora un minuto, senza parole e senza pietà.

“Taksi: – riesci a pensare cosa sarebbe capace di fare la gente, se non credesse in Dio?
Boy: – le stesse cose, solo alla luce del sole”