rispostesenzadomanda:</p><br />
<p>let me save that for later<br /><br />

let me save that for later         

 

Questa mattina mentre ero in garage a fare la manutenzione agli attrezzi è venuto a trovarmi un mio amico, ci siamo messi subito a parlare di questa pioggia incessante da 2 giorni e di come i soliti torrenti e canali stiano per tracimare come al solito; abbiamo i campi vicini che costeggiano un famoso corso d’acqua di cui un tempo tenevamo le sponde pulite e raschiavamo il fondale per non fare accumulare troppi detriti che poi lo avrebbero fatto riversare nei nostri campi e non solo……

Il mio amico mi ricordava quel lontano Dicembre di una decina di anni fa, quando per la pausa scolastica di Natale ci dedicavamo alla pulitura di questi argini, ma un giorno, mentre ce la spassavamo con l’escavatore nuovo di suo padre successe l’imprevedibile, arrivarono 4 forestali in alta uniforme che ci intimarono di smettere immediatamente.

In poche parole il lavoro che stavamo facendo era illegale, iniziarono a misurarci i tronchi delle poche piante che avevamo abbattuto (robinie e bagolari) e ci illustrarono con grande soddisfazione sui loro volti che i tronchi avevano superato tot centimetri e non si potevano abbattere, inoltre, il movimento dell’escavatore sul fondale disturbava i pesci che erano in fase di ovulazione, e ci voleva gente competente e autorizzazioni regionali per fare un lavoro del genere.

insomma, se non fosse stato per mio padre che rattoppò tutta la faccenda ci avrebbero steso un verbale lungo un chilometro con relativa multa che ammontava a 10000 euro.

Da quel giorno gli argini sono rimasti abbandonati, e il fondale non è stato più pulito ne da noi, ne dalla “gente competente” ma ad ogni minima piovuta, a valle, scantinati e garage si allagano, le piante cadono nel corso d’acqua e vanno ad ostruire ponti e sbarramenti.

Io tutte le mattine andando a lavoro, passo lungo lo Scolmatore. E’ talmente pieno di vegetazione e terra, che sul letto del canale e’ cresciuto un bosco. L’anno scorso durante le piene dell’arno, si sono accorti che riusciva a portare via dall’Arno soltanto 500 metri cubi d’acqua al secondo, contro i 1400 per cui era stato progettato.

Ma va ? Vedo che la preoccupazione e’ stata altissima. Dopo aver sfiorato il disastro (l’anno scorso l’Arno ha pure tracimato in alcuni punti), e’ rimasto tutto esattamente come prima.

Aspettiamo il prossimo alluvione del ‘66 prima di muovere un ditino, mi raccomando.

Zitti che qualche mese fa ero andato nel greto del torrente Parma con motosega e fuoristrada a fare un po’ di legna dai tronchi portati dalle piene e salta fuori un tizio che mi fa ‘Ma che sei matto e se ti vede la forestale!’…

Quei tronchi li ho rivisti poco tempo fa.

In principio erano alluvioni. Poi furono straripamenti, dopo vennero le tracimazioni e oggi le chiamano esondazioni. in quaranta anni di dissesto idrogeologico quello che è cambiato è solo il lessico giornalistico.”