Ti racconterò una storiella, alla cui conclusione ti sarà più chiaro le motivazione che mi spingono ad esprimermi in maniera così colorita.

Nelle campagne toscane, tra Pisa e Livorno, viveva un contadino di una certa età, che tutti chiamavano Nonno Fioruccio; aveva passato tutta la sua vita a dissodare la terra e a coltivare campi, finché un giorno non decise di lasciare tutta il lavoro ai figli e di occuparsi delle poche pertiche attorno a casa e del recinto dei maiali.

Una mattina si svegliò presto per preparare il pastone ai maiali e quando si accorse che durante la notte le bestie avevano saltato il recinto e grufolato nel campo seminato, prese a bestemmiare con veemenza: — MALEDETTA QUELLA MADONNA LADRA IMPESTATA CINGHIALA DI GESU’ CANACCIO BASTONATO SCHIFO LURIDO!
I maiali spaventati correvano qua e là e solo con grande fatica e bastonate riuscì a farli rientrare tutti nel recinto. Tutti tranne uno.
La bestia, più furba delle altre, si teneva a distanza dal bastone di Nonno Fioruccio e ogni tentativo del vecchio di spingerla nel recinto fu vano.

MALEDETTO IL DIO BOIA INCATENATO ALL’ARATRO DI GESU’ CANE! ENTRA DENTRO, MADONNA TUBERCOLOSA!
Nel mentre, poco distante, si trovò a passare il parroco del paese che ogni mattina faceva una passeggiata con il suo breviario, cercando l’ispirazione per la messa pomeridiana.
Il pover’uomo udì subito le terribili parole del vecchio e sollevando la tonaca per non sporcarla di fango, corse da lui.
Signor Fioruccio! — esclamò il prete trafelato — Cosa sono queste parole orribili che offendono Nostro Signore?! 
Mi scusi Don… — disse il vecchio togliendosi il cappello e grattandosi la testa — ma è che quel dioca…vel maiale nun vole rientra’ nel recinto, diobes… — Il prete mulinellò dieci volte il segno della croce e con voce calma spiegò all’uomo: — Vede, Signor Fioruccio, Nostro Signore ci osserva sempre e spesso mette alla prova la nostra pazienza per vedere se siamo degni di entrare nel Regno dei Cieli, per cui mi dica…cosa vorrebbe da Nostro Signore Iddio?

Nonno Fioruccio prima guardò il maiale, poi torno a guardare il prete e con semplicità disse: — Che vel testadiazzo di maiale l’abbozzi d’andassene a spasso.
Laudetur Iesus Cristus! — disse il parroco — E allora deve inchinarsi a Dio affinché senta la sua preghiera e la esaudisca. Si metta in ginocchio e cominci subito!

Il vecchio si mise in ginocchio e subito cominciò — Dio ti prego di fa’ rientrare ir maiale sennò ci tiro una stioppettata e quest’anno facciamo ir salame prima.

No, Fioruccio! — esclamò il prete — con più sentimento ma meno rabbia.

Il vecchio ricominciò: — Dio che sei nell’alto d’i cieli e che tutto vedi come dice ir prete qua, poi peffavore fa’ rientra’ ir maiale drento a’recinto così io posso lodarti ancora tanto ma con ir’maiale che non smerda dapertutto?

— Più coinciso, Signor Fioruccio, e con maggiore sentimento religioso.

— Io ti prego Dio, fai rientrare il maiale nel recinto…

— Signor Fioruccio, ho detto più breve e con più fervore! 

— Dio, fai rientrare il maiale… 

— Ancora di più 

— DIO MAIALE!

Vedi caro anon, io parto sempre con le migliori intenzioni di compostezza e serietà, ma poi qualcuno comincia a innervosirmi e il maiale finisce sempre con lo scapparmi.

image

image

L’arte del pregare.

da kon-igi