E Ponzio Pilato disse agli apostoli:
– So che voi siete i suoi seguaci, ma non vi nuocerò. Anzi, vi propongo un patto in suo nome. Il patto del Nazareno.
– Il Nazareno chi? – Chiese Pietro, prendendosi un’occhiataccia dagli altri apostoli.
– Siamo i suoi discepoli, lo ammettiamo, anzi ne siamo fieri – disse Giovanni – Niente patti. Fai pure crocifiggere anche noi. Sempre come alternativa a Barabba – aggiunse sarcastico.
– No, niente primarie. Né altre crocifissioni, per adesso – disse Ponzio Pilato – voglio un accordo.
Giovanni scosse la testa, e cominciò a salmodiare invettive apocalittiche.
Matteo lo fermò
– Aspetta, sentiamo cosa propone.
– Ma non possiamo accordarci con lui, con l’Impero!
– Abbiamo una missione di rinnovamento. Le riforme si devono fare con chi ci sta. Ma tu preferisci farti mandare al diavolo da Locusto.
– Tu invece preferisci andarci direttamente, al diavolo.
Matteo allontanò Giovanni con un gesto d’insofferenza, e chiese a Ponzio Pilato
– Quale sarebbe la tua proposta?
– M’interessa diffondere a Roma la vostra nuova religione. Barabba può partecipare come portatore sano. Il vostro monoteismo sarebbe utile per legittimare l’assoluta unicità dell’imperatore, e l’indiscutibilità della sua legge. E per spingere gli schiavi alla cristiana sopportazione.
– Ma sarebbe un tradimento mostruoso del messaggio originale! – Protesto Marco.
– Quale messaggio originale? – Chiese Pietro, beccandosi un’altra occhiataccia.
– Bisogna accettare qualche compromesso per realizzare il cambiamento – disse Matteo – vedrete che alla fine i nostri ideali autentici prevarranno. L’importante è uscire dalla palude dell’immobilismo.
– E calarsi nella palude dell’inferno? Preferiamo morire – disse Giovanni, e uscì con aria di sfida.
Ponzio Pilato lo lasciò andare. Poi guardò gli altri tre.
– Pensateci, e fatemi sapere. Che Dio sia con voi.
– Quale Dio? – Chiese Pietro, prendendosi una scoppola sulla nuca da Marco, che lo trascinò via.
Rimasto solo con Matteo, Ponzio Pilato gli disse
– Non hanno ancora capito che sei stato tu. Credono ancora che sia stato Giuda, e che poi si sia suicidato?
Matteo alzò le spalle.
– Non ha importanza cosa credono, finché gli conviene seguirmi.

Quinta Colonna, giovane musulmano vs Santanchè: “Posso mandarla affanculo?”

l’eroe del giorno

 

 

 

 

 

“Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c’è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così. PERICLE (circa 450 A.C.)”

e il naufragar mi è dolce in questo blog