…si può sussurrare
nei meandri del silenzio
che il riecheggiare introni l’udito
sino a perderlo,
per varcare la soglia
della ragionevolezza
sconfinando in quella pazzia del sapere
del conoscere
e dei sogni nel futuro
che è solo e straordinariamente sviluppo
di quanto è stato faticosamente seminato
nel campo di noi
chiunque siamo
o crediamo di essere
e forse lo siamo davvero
…gli occhi si aprano quindi
scorgendo attraverso il dolore
e le disillusioni, i sogni infranti…
ciò che attendevamo
nella timida fuoriuscita dal suolo
sul quale stiamo procedendo
che quasi lo calpestavamo
se non fossimo stati attenti
e non ci fossimo fermati
seduti a guardare
mentre ancora lo stiamo facendo
e mentre quei giorni
diventano i nostri giorni.