A) Come va il mondo secondo voi che da tanti anni abitate e conoscete?

B)Vi abito da anni ma non lo conosco affatto. se comunque mi chiedete un parere vi rispondo che va malissimo. basta guardarsi intorno.

A)E’ una domanda diciamo retorica. Anch’io vedo bene cha qualcosa non va.

B)Qualcosa non va? Tutto, o quasi tutto non va.

A)Di chi è la colpa?

B)E’ una domanda scusate  la piccola insolenza dei suoi inquilini.

A)Ma questi inquilini non sono nati dal nulla, qualcuno li ha plasmati.

B)Io non mi riconosco in nessuna religione, pur rispettandole tutte, ma un demiurgo, un grande orologiaio dell’universo come lo chiamava il nostro Voltaire, modello e guida di chi ha un cervello e lo sa usare deve aver pur creato il pugno di fango che abitiamo.

A)Pugno di fango mi sembra riduttivo.

B) Lo è in apparenza, ma dovete riconoscere che nell’economia cosmica siamo nullità. Forse non siamo neanche un pugno di fango, né un granello di sabbia. Forse anche meno.

A) Esseri piccoli insignificanti meschini.

B)Non potrei definirli meglio.

A) Ma c’è chi si considera un gigante.

B) Chi per esempio?

A)Due nomi per tutti : Berlusconi e Renzi.

B) Pigmei anche loro, particelle infinitesimali di un universo infinito ed eterno. Atomi di un immensa macchina e di un  poderoso motore che la fa funzionare. Siamo ingranaggi dotati di un libero arbitrio che è esso stesso un ingranaggio della magnifica e misteriosa macchina.

A) Non potete negare che qualcosa di buono ci sia.  Ad esempio la natura che ci circonda.

B) E infatti non lo nego. A darle vita, anima, fluidi, vigore e fragranza è sempre il sublime architetto.

A) Non lo conosco.

B) Nemmeno io, ma ne escludessi l’esistenza sarei un pazzo. E sareste un pazzo anche voi. saremmo tutti pazzi.

A)E’ una condizione molto triste, che annienta la nostra volontà di sapere. In fondo aveva ragione il nostro mentore Voltaire. L’avete letto Candide?

B) Se ho letto candide? E’ come chiedere a un rabbino se abbia letto la Bibbia, a un ayatollah se conosca il Corano, al Papa se abbia mai sfogliato il vangelo Ho letto non so quante volte il “patriarca di Ferney”, il principe dei lumi, e lo so a memoria.

A)Coltiviamo anche noi il nostro orticello.

B) E’ quello che faccio ogni giorno. Mai raccomandazione più opportuna e sensata è uscita dalla penna di un filosofo, di un pensatore. Chi mtte in pratica questo aureo memento, che Socrate e Kant dovevano avere ben presente, non ha capito nulla della vita, e giungerà impreparato alla morte.

A) Anche per me il dovere è sacro. Lo antepongo a tutto e guardo con commiserazione chi ne elude gli imperativi, che saranno anche  scomodi, ma danno un corso severo alla vita.

B) Io ho sempre cercato di non venire meno ai compiti che mi ero prefisso e che la rettitudine mi aveva indicato. Ne ho sempre pagato il prezzo, non l’ho mai fatta franca, e sapete il perché?

A) Perché?

B)Perché la coscienza, interlocutrice scomodissima, cui nulla sfugge, ha sempre colto, condannato e punito le mie elusioni.

A) Com’è per voi la coscienza?

B) L’ultimo grado di appello delle mie azioni. Le sue sentenze definitive, inappellabili.

A)E’ un forte argomento dell’esistenza di Dio.

B) Fortissimo.