OGNI tanto, quando mi si dice che i testi elettronici sostituiranno definitivamente i libri di carta, rispondo polemicamente che me lo auguro : la mia personale biblioteca, che conta moltissimi volumi, compresi gli albi di Topolino, diventerebbe un reperto archeologico, ed i  miei eredi potrebbero venderla per svariati milioni. Purtroppo o per fortuna , i miei libri finiranno sulle bancarelle (o, come raccontava Manzoni, sui muriccioli) perché sono convinto che i libri cartacei continueranno ad esistere. E le grandi biblioteche di tutto il mondo costituiscono già ora un tesoro inestimabile. A queste più che ai libri, James Campbell, con le splendide fotografie di Will Price, dopo aver visitato 82 biblioteche in 21 paesi, ha dedicato ” la  biblioteca  una storia mondiale”, un volumone ora edito da Einaudi dal costo di 75 euro, forse non alla portata di chi ha diritto alle 80 euro di Renzi. Ma potete sfogliarlo gratis in biblioteca. Ci racconta della biblioteca più antica del mondo, quella di EBLA in Siria, e poi della biblioteca sempre di tavolette di argilla, di Assurbanipal. Ma nel 500 a.C. viene prodotto il papiro,  e di papiri era nel secondo secolo a.C. la biblioteca di Pergamo, e poi la favolosa biblioteca di Alessandria, che la leggenda voleva popolata da 700.000 rotoli ( forse erano solo 15.000). Da seguire la storia della carta, inventata probabilmente in Cina nel secondo secolo d.C. e arrivata in Europa solo nel 14esimo secolo  La storia delle biblioteche continua fini ad oggi anche perché, come osserva Campbell, nel 2010si sono venduti nel Regno Unito 229 milioni di libri contro 162 del 2001. Non male come orazione funebre del cartaceo. Come ricordo personale , citerei la biblioteca barocco di Cimbra, dove i tavoli sono ricoperti da una stoffa verde da biliardo, per proteggerli dagli escrementi di pipistrello. E perchè girano pipistrelli? Perché di notte mangiano tarli del libro. Poi citerei la Beinecke library della Yale University dove, circa un anno fa, per la celebrazione del suo cinquantenario, sono stato seduto a una cena  avendo proprio alle spalle una teca con il primo libro mai stampato, la bibbia di Gutenberg. E ancora le strutture in ferro della biblioteca Sainte-Genevieve di Parigi, dove ho scritto gran parte della mia tesi di laurea, confortato da quelle lampade opaline che peraltro illuminano di luce affettuosa i tavoli di molte altre biblioteche nel mondo. E, sempre a Parigi, e sempre di Labrouste, lasciatemi lodare le strutture metalliche della vecchia Bibliotheque Nazionale. Il ferro, tra l’altro, specie in un epoca di lampade a gas, impediva che la biblioteca moderna bruciasse, come era accaduto  a tante di quelle antiche. Non una biblioteca, ma l’insieme delle biblioteche di tutto l’universo, è forse ciò che esiste di più simile alla mente di un Dio onniscente.  E non perché l’ha intuito Borges, ma perché Dante, quando è stato ammesso alla visione beatifica, ha visto, ha raccolto in un  volume, ciò che per l’universo si squaderna.

 

(CONTINUA)