ARRIVA la grande pausa della Pasqua, alla prima luna di primavera. Anche gli occhi si ricreeranno allo splendore di quella “casta diva”. Staccheremo qualche giorno in fuga dalle abitudini, se possibile anche verso un luogo di riposo. Molti riapriranno le porte della casa al mare. E dando aria a quelle stanze chiuse, parrà anche a loro di riprendere fiato. Ne abbiamo tutti davvero bisogno. Troppi orribili spettacoli invocano il bene di un digiuno non solo liturgico quanto mediatico dalla tv. L’eccesso delle cose viste talvolta rischia di spegnere la visione e cioè la capacità di immaginare una diversa realtà dalla nostra, fattasi troppo stretta. Gli occhi sono funestati dall’areo portato a schiantarsi contro le Alpi dal pilota suicida con 149 vite innocenti. Col seguito morboso di gossip, che scopre in arrivo un figlio postumo e ritrova un tragico video in un cellulare. Per favore, risparmiatecene la vista. Non ci sta più niente.  Ma non mi faccio illusioni, una tv farà lo scoop senza alcuna pietà per quei morti. Lo sguardo è ancora catturato dal giovane turco dal fazzoletto rosso sulla bocca, che punta la pistola contro la tempia del giudice, poche ore prima di morire insieme a questo disgraziato.  L’animo è ancora sconvolto dall’ultimo video dei bambini di Isis che puntano l’arma contro la testa di musulmani “infedeli” perché moderati. NELLE orecchie risuona ancora la voce mielata di Davide di Martino intervistato a “Chi l’ha Visto?” che lamenta l’assenza dell’amata, la modella Irene Focardi,  quando poi nel sacco della biancheria sporca, insieme ai suoi calzini,  pare proprio l’avesse messa lui, massacrata di botte. Davanti all’immagine di una Volkswagen bianca di Monza, con una bici contorta sul muso, siamo chiamati a gridare al miracolo perché finalmente un investitore, dopo aver  travolto e ucciso un sedicenne, si è fermato e ha chiamato la polizia.  Basta, La Pasqua fermerà la corsa. Torneremo a guardare le nostre città, coi loro capolavori d’arte, torneremo a ricrearci la vista con la natura di questa meravigliosa penisola, dalla bellezza profusa a piene mani da chi l’ha creata. Aveva ragione Leopardi : <Tal cosa è la vita che, a portarla, a or a ora, deponendola, ripigliare un  poco di lena, e ristorarsi,…….>.