Vale solo per la Camera dei deputati. Quindi se non rinnovano/eliminano il Senato, nel 2016 saremmo il primo Paese con due camere ad avere almeno 3 maggioranze certe. Forse 4.

Vediamo i dettagli: al primo turno, il partito che arriverà al 40%, prenderà il 55% dei deputati garantendo così una solidità di governo (Sempre se eliminano il Senato o lo trasformano in un dopolavoro ferroviario non eletto più dai cittadini). Altrimenti si va al secondo turno tra i primi due partiti e sempre la maggioranza si vince. Con 340 deputati si governa, si cambia la legge elettorale, si fanno le riforme e via dicendo. In pratica, il Parlamento e il Governo faranno la stessa cosa, come accade già da un decennio almeno e che però pare sia una cosa oramai accettata. Più che altro, con 10 milioni di voti – un quinto scarso del totale – si governa.

I capolista delle 100 circoscrizioni saranno bloccati, questo significa che tutti i partiti medio-piccoli (quindi tutti tranne il PD e forse il M5S), saranno le segreterie ad eleggere i loro rappresentanti. Questo assicurerà votazioni compatte, ranghi serrati, niente correnti o al massimo il Pippo Civati del momento.

Ci sarà lo sbarramento al 3%. Per molti significa che i piccoli partiti preferiranno confluire in formazioni più grandi. Io non sono troppo convinto. A molti non interessa governare, bensì garantirsi un elettorato zoccolo-duro che ti garantisce l’ingresso alla Camera a vita ma senza la responsabilità di governo. Il mondo ideale di Pippo Civati che potrà mostrare il coraggio di dire sempre no  senza nessun rischio. Formazioni allora come UDC, Sel, Lega Nord ecc., saranno tagliate fuori, per sempre, da ipotetici governi, ma non dalla Camera. Camera dei Deputati svuotata completamente della sua funzione, quindi staranno lì a far numero. Sempre in nome della governabilità. Potranno proporre leggi che non passeranno mai, certo, o sfiduciare ministri e/o governi con zero probabilità di riuscita.

Questo significa che staremo nelle mani di chi ci governa, come non mai prima.

Sempre in nome di una governabilità che in Italia è sempre stata falsamente messa al centro dei problemi del Paese. Vediamo allora quali sono stati i governi più longevi:

1. Berlusconi II (2001-2005)
2. Berlusconi IV (2008-2011)
3. Craxi I (1983-86)
4. Prodi I (1996-98)
5. Moro III (1966-68)
6. Prodi II (2006-08)
7. De Gasperi VII (1951-53)
8. Segni I (1955-57)
9. Andreotti VI (1989-91)
10. De Gasperi V (1948-50)

Dal 1996 ad oggi, in pratica, si ha avuta una stabilità di governo come non mai nei 60 anni prima della Repubblica. Dopo Prodi, infatti, ci fu il duo D’Alema-D’Amato, ma la maggioranza era grosso modo quella. Nel 2001 Berlusconi per 5 anni. Nel 2006 Prodi per 2 anni (il 6° governo più longevo di sempre con 2 voti di scarto, ricordiamolo). Poi Berlusconi di nuovo che abdicò a favore di Monti più per le pressioni dall’Europa e gli scandali suoi, ma con una maggioranza allargata a tutti quanti, quindi il Parlamento era lo stesso. Infine, eccoci ai giorni nostri, con Letta-Renzi, ma in pratica la stessa maggioranza eletta nel 2013.

Con l’Italicum e con il 25% dei voti presi nel 2013, il M5S sarebbe andato al ballottaggio con il PD, rischiando di diventare maggioranza assoluta del Paese. Forza Italia lo sarebbe stata dal 2001 ad oggi ancora.

In pratica, avremo situazioni in stile DC nella Prima Repubblica, dove un partito governerà per decadi, ma ora con una maggioranza certa.

Però sarete – io mi chiamo egoisticamente fuori – politicamente stabili. Come lo siete dal 1996 con le conseguenze che già sapete di quando il governo decide di mettersi a fare le riforme per il bene del Paese: riforma del lavoro in più punti, il pacchetto Treu, la prima riforma Berlinguer, quella Moratti, le leggi ad personam, la riforma Fornero e via dicendo. Ogni ministro mediocre, come tanti ce ne sono in Italia, sembra che abbia deciso di lasciare il segno nella storia della Repubblica, facendo quello che non compete ad un governo: legiferare. Poi dopo 15 anni la Consultà la boccerà per incostituzionalità ma che importa, il tempo scorrerà via tra dibattiti infiniti sull’utilità di fare la riforma x, fondamentale a far ripartire il Paese. Morto. Circa 15 anni fa.  fonte spaam

è un po’ lungo difficile leggerlo. ma adesso siamo brevi e seri:

Un lupo che aveva visto un agnello intento a bere presso un fiume volle divorarlo, accampando una motivazione che fosse plausibile. Perciò, nonostante si trovasse più a monte, prese ad accusare l’agnello dicendo che gli intorbidiva l’acqua, impedendogli di bere. Ma il lanuto rispose che stava bevendo a fior di labbra e che peraltro, trovandosi più a valle, non poteva sporcare l’acqua a lui.

Il lupo, allora, visto fallire il pretesto addotto, disse: “Però l’anno scorso tu offendesti mio padre!”. E come l’agnello gli ebbe risposto che a quell’epoca non era ancora nato, gli fece il lupo: “Guarda che, pure se hai facili gli argomenti per scagionarti, non per questo rinuncerò a mangiarti!”.

“Io non credo.” rispose l’agnello estraendo una mitragliatrice pesante con la quale iniziò a crivellare il lupo. Finito il caricatore da 500 colpi si avvicinò al cadavere del lupo e lo spinse nel fiume esclamando “e vaffanculo!”

La morale: i tempi son cambiati da quando scriveva le favole Esopo.

tranne la politica

High and dry – Radiohead Oggi nei campi ho notato i papaveri fioriti