Inutile far finta di nulla, in Italia abbiamo un problema enorme: gli stranieri. Per prima cosa ci rubano i lavori migliori. Infatti chiunque vorrebbe vendere accendini e occhiali da sole sul parcheggio della Coop, specialmente ora d’agosto, che c’è quella brezzolina che ti rimette al mondo. Invece quegli impieghi lì sono già tutti occupati dagli africani mentre i culi merdosi delle vecchie se li accaparrano subito le moldave. Uno farebbe carte false per occuparsene e invece nulla! Una vergogna. Che poi voi pensate davvero che questi arrivino coi barconi? Questi vengono con la Costa Crociere, altrimenti non si spiegherebbe quanto spendono per il viaggio, e poi una volta vicini alle acque italiane li trasferiscono sulle zattere per non pagare l’ormeggio, me l’ha detto un mio amico che conosce una che è venuta dall’Islam e s’è sposata per avere il visto, perché poi sono furbe eh, non ti credere. Ma se dipendesse da me, io la casa non gliela darei mica, prima gli italiani da almeno sette generazioni! Oddio, magari sette sono un po’ troppe visto che l’Italia esiste da soli 150 anni ma il sangue è sangue e infatti Salvini lo dona a tutti, con il rischio che possa finire addirittura ai negri, poi ditene male! A proposito di sangue c’è da dire che questi immigrati sono tutti violenti, specie con le donne. Pensate che il 94% degli abusi avviene ad opera di familiari o conoscenti, ma gli altri? Eh? Lo sapete che in quel 6% di estranei ci potrebbero essere anche degli extracomunitari? No, non parlavo dei preti. Sì, ho capito, lo so che il Vaticano è uno Stato extracomunitario ma che c’entra? Loro mica ti trombano la moglie, al limite i figlioli. E poi le tasse? Vogliamo parlare delle tasse? Mi vorrete mica far credere che in quei 150 miliardi all’anno di evasione non ci siano anche quelli che vendono i parei sulle spiagge? No perché son cifre grosse eh! Io un giorno ho controllato, in un pomeriggio a Fetovaia un marocchino n’avrà venduti perlomeno tre. Te fai due conti! No via, bisogna fare qualcosa, e anche alla svelta. Se non altro per le malattie, perché questi qui vai a sapere cosa ci portano! Mica son come gli italiani che quando vanno a trombare le minorenni in Thailandia partono già bell’e vaccinati. Inutile dire, non è questione di essere razzisti, è proprio che noi abbiamo una cultura differente, non è mica un caso se siamo conosciuti nel mondo per essere persone oneste, rispettose delle leggi e incorruttibili! Invece lì, in Mussulmània, sono dei selvaggi: ammazzano le donne, picchiano gli omosessuali! Ve l’immaginate? Come se qui ci fosse ancora bisogno di fare una legge sull’omofobia! Nel 2015! Ma che scherziamo davvero? Via, ora vado sennò mi chiudono i cinesi e devo comprare il profumo per la macchina che stasera vò a troie brasiliane e se mi sgama la filippina poi lo dice alla mi’ moglie.
Di dov’è la mi’ moglie? Rumena, perché?”

— Ettore Ferrini (via limaotto)

Caro Matteo Salvini, non sei niente e ti spiego perché.

Non sei niente, se non sei capace di sentire il dolore dell’altro come un pezzo del tuo dolore.
Non sei niente, se la parola “scandalo” la erigi a descrizione di un gesto di solidarietà.
Non sei niente, se non sei capace di vedere nelle lacrime di quell’uomo la vita che avresti avuto tu, se fossi nato in una terra con un altro nome.

Caro Matteo Salvini, io se un giorno ti vedessi in mare mentre annaspi e affoghi, per salvarti mi tufferei fra le onde, perché vedrei in quelle tue mani protese il grido d’aiuto dell’uomo solo. Non mi tufferei per mettere in salvo “il Salvini pensiero”, ma l’uomo che affoga.
E’ questo che ha pensato, probabilmente, chi si è offerto di pagare la multa all’uomo che piangeva. Perché la questione, lì, non è l’abusivismo, il fastidio dell’insisenza o la merce contraffatta. La questione è l’uomo che piange.
Caro Matteo, mia figlia è piccola e forse ha qualche ritardo nel parlare, ma non appena acquisirà la capacità verbale saprà spiegarti questo concetto meglio di me. In questi giorni, in ludoteca, quando sente un bambino piangere anche lei, che è così piccola, si ferma. Perché ha già capito che non c’è niente di più importante, né il gioco né la politica, di una persona che piange.
– Saverio Tommasi

(via bugiardaeincosciente)