Perché i mass media non ci informano con la stessa solerzia e drammaticità con cui si è commentata l’immagine di Aylan, che nel mondo si investono quasi 1800 miliardi di dollari all’anno in armamenti quando ne basterebbero 40 per porre fine alla fame del mondo? Secondo i dati sottostimati dell’ong Save the Children presentati all’Expo nel maggio 2015, ogni anno nel mondo muoiono almeno 3 milioni di bambini per malnutrizione e altri 200 milioni soffrono la fame. Quale immagine susciterà indignazione su questa shoa di cui nessuno parla? Una sola foto potrà spiegare che dietro a queste piccole vittime si cela un modello economico criminale che affama i tanti per garantire una vita da nababbi a pochi?…”
Gianluca Ferrara, saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni

Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent'anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”. Vittorio Arrigoni

Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent’anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”.
Vittorio Arrigoni