Di questo papa si può dire tutto il bene e il male che si vuole, meno uno : senza dubbio a questi vecchio gesuita ch’è stato anche cappellano militare non si può negare l’antica virtù del coraggio. Si è misurato a Cuba con quel che resta di un regime comunista che ha conosciuto tempi di duro rigore, e si può dire che ha inaugurato la fase della speranza  legate al disgelo e alla fine dell’embargo. Non ha risparmiato critiche al regime. e non ha mancato di sottolineare quel che, nello stesso socialismo latino-americano resta nonostante tutto d’indelebile in termini di radici cristiane.  E  di quel Che Guevara -ateo e materialista, che pur amava concludere le sue lettere  col vecchio saluto spagnolo Ave Maria Purissima ha citato le parole relative alla <rivoluzione della tenerezza>. E’ notoriamente capace di lisciar la gente contropelo papa Francesco. I CAPI della rivoluzione cubana hanno mangiato la foglia e sono stati al gioco, mentre le folle cubane sono andate in delirio e hanno pregato con lui la Madonna cubana, nuestra  Senora del Cobre. Ma nella libera America, in questo sub continente piena di chiese e di sette cristiane, in questo paese che nonostante tutto resta una superpotenza per quanto sembra aver abdicato all’idea della leadership unilaterale e dove tuttavia esistono sacche di miseria materiale e morale, d’ignoranza e di violenza, forse  peggiori di tutto il mondo, le cose sono andate in parte diversamente. GLI STATES sono un luogo per eccellenza delle grandi contraddizioni sociali, religiosi e morali : le piscine olimpioniche e gli slums, l’opulenza e la povertà, Harvard e l’analfabetismo di folle intere malnutrite di junk food e di pessima televisione, la religione del successo e quella della droga. Lo hanno contestato, il papa. Duramente. I media, da noi ci hanno mostrato folle osannanti, ma ci hanno nascosto le genti che a Washington e a Ne York in strada per l’arrivo dell’Anticristo, del comunista amico dei terroristi islamici. Il papa, davanti al parlamento statunitense sapeva di star parlando ai suoi sinceri ammiratori e ai suoi accaniti mortali avversari.  E ha trattato senza paura senza esitazioni di temi che sono sembrati altrettanti provocazioni; ha parlato di pace a un consesso dove forte è la presenza di chi chiede nuovi interventi militari, ha parlato contro la pèroduzione e il commercio delle armi a deputati e senatori spesso eletti perché hanno sostenuto la grande America  freedom, quella di tenersi armi in casa. Nel palazzo di vetro ha riassunto i temi della sua enciclica Laudato si : non una patetica perorazione ecologistica, bensì un’ampia vasta profonda denunzia sociale dello stato di degrado del mondo e dell’umanità. Ha denunziato la contraddizione nella società di oggi, tra i disperati che fuggono dai loro paesi cacciati dalla fame edalla guerra, e i disperati del benessere , nella solo  adorazione del denaro e del successo : e che per questo sono profondamente infelici. Ha ribadito il diritto di ogni uomo di avere << CASA, LAVORO, TERRA E Libertà>>