Hei ciao, mi sembri una ragazza con molta cultura e intelligenza. Io indosso il velo e da quando ne ho memoria sono sempre stata presa in giro sia per la mia religione che per le mie origini (marocchine) non me la prendevo più di tanto peró dopo l’ultimo insulto razzista ricevuto oggi sono scoppiata in lacrime. Ora quello che volevo chiederti è come posso diventare indifferente. Sono stanca. Lo so che magari non sono domande che ricevi di solito però pensavo che magari avresti potuto aiutarmi.

te la dedico tutta

Amore mio davvero, ci sono tante di quelle cose che non so, dici che ho cultura, ma questo è falso, quello che so non mi aiuta in niente, nemmeno ad evitare che ci sia gente di merda che fa soffrire gente come te.
Tu non hai colpe.
Piangi pure, piangile tutte le lacrime che hai, sentiti incazzata, sentiti offesa, senti su di te tutte le offese che fanno a questo mondo, ma ti prego, davvero, non essere mai indifferente.
Io non lo so come si fa ad essere indifferenti, anche solo leggerti e scriverti mi fa salire una rabbia dentro e un dolore che mi vergogno di noi e mi vergogno di permettermi ciò, io che faccio parte di quella parte del mondo che è stato più “fortunato”, ma ascoltami, il problema non sei tu, ok?
Come si fa? Si fa che sei migliore di noi e ne devi essere contenta e portarlo addosso come un trofeo, tu non devi ignorare il razzismo, devi sorridergli ed esser forte, per te, per la tua terra, per noi.
Un giorno il mondo sarà di chi ha sentito sulla propria pelle l’odio degli  “altri”e lo ha trasformato in amore e solidarietà.
Tu sei meglio di tutti noi, non essere mai indifferente, mai.
Hai dei sentimenti dolorosi? Sfogali.
Scrivi, leggi, canta, ascolta musica, dipingi, sfogati, ma non vergognarti mai.
Sono stata figlia di immigrati e ne ho sofferto, molto, ricordo che stavo male, ma sinceramente ero così piccola che ho perso memoria dei maltrattamenti dei miei coetanei, però ho delle scene tra i ricordi, indelebili.
Il problema è che giriamo tutti intorno alla patologia dell’accettazione, in questa società malata, ma perchè farsi accettare da una società mediocre? Tu sei migliore, bada a chi ti vuole bene, ti giuro che non siamo tutti così, là fuori c’è del marcio, ma son sicura che ci sia anche della gente per cui vale la pena di reagire.
Io però non so di cosa sto parlando, mi rendo conto che è un campo e sono sensazioni in cui non posso immedesimarmi, parlo parlo, ma alla fine che ne so? Cosa ne so cosa significa tornare a casa e piangere perchè degli escrementi della società mi calpestano la dignità? Non lo so, è presuntuoso da parte mia pretendere di esserti di aiuto, ma non siamo tutti così, te lo giuro.

Perdonami, perdonaci.