Florence Jenkins nasce in Pennsylvania nel 1868, suo padre è un banchiere e la sua è una famiglia benestante, che per lei ha deciso un destino da dama. Ma lei ha una passione sfrenata per la musica e il canto, impara a suonare il pianoforte e il suo obiettivo è diventare una cantante. Un giorno dice apertamente che vuole venire in Europa a studiare canto ma la risposta del padre è “assolutamente no”. Florence però non molla e decide di uscire di casa. Il padre le taglia qualsiasi sussistenza, e lei si trova senza un dollaro e da sola a Manhattan alla fine del 1800. Per pagare l’affitto insegna pianoforte, poi dopo 10 anni muore il padre e dopo qualche anno anche la madre e lei si ritrova l’intera fortuna di famiglia, e da un giorno all’altro torna ad essere ricca. A questo punto Florence ha 40 anni, ha studiato canto per anni, si trasferisce a New Yor dove si fa delle amicizie influenti, è determinata a fare del canto d’opera la sua vita, e tutto sembra pronto per lei, peccato che ci sia solo un piccolo problema. Questo:

Nessuno le dice che è stonatissima nemmeno i suoi maestri di canto che lei strapaga, anzi. La invitano a tenere concerti dove la gente si copre il viso con i foulard per ridere a crepapelle. Qualche giorno dopo il suo ultimo concerto, andato tutto esaurito, e i commenti sprezzanti dei giornali, muore di infarto.

Non me ne frega un cavolo che fosse stonata, la gente è proprio di merda.

La morale di questa storia è che se una persona fa qualcosa che fa cagare, dovete avere il coraggio di dirglielo, pure se gli volete bene. La gente se continuate ad assecondarla poi crede davvero di essere brava in una cosa e finisce per fare figure di merda colossali.
O finisce per tenere lezioni di fotografia pretendendo anche di essere pagata.