Era il 22 dicembre, una corriera viaggiava sul confine tra Kenya e Somalia quando viene attaccata dai miliziani jihadisti Al Shabaab. E’ già capitato: dividono i cristiani dai musulmani per uccidere i primi. Ma questa volta succede l’inaspettato: due musulmani, un pastore ed un operaio, che viaggiavano sulla corriera intimano all’autista di chiudere le porte.
E velocemente alcune donne musulmane si togono il velo e lo danno a quelle cristiane e si scambiano i bambini tra le famiglie. Poi scendono dalla corriera ed affrontano gli jihadisti: “Siamo tutti kenioti nessuno di noi reciterà il corano per dimostrare la propria fede islamica e salvarsi la vita, non vi diremo quali donne sono cristiane e quali sono i loro bambini: o ci ammazzate tutti o ci lasciate andare tutti.”
I terroristi minacciano, sparano in aria ma poi intanto arriva un’altra corriera a dar man forte e i tagliagole sono costretti alla resa e a fuggire.
Non è una favola di natale, è successo davvero ma sui nostri giornali ha avuto solo un trafiletto perchè il sangue non c’è, mancano l’odio e la propaganda della paura.
Ma quel pastore e quell’operaio del Kenya (e soprattutto le coraggiose donne musulmane) su quella corriera hanno forse fatto di più per la pace di tanti politici, religiosi e giornalisti ben più famosi.
Più di quello che probabilmente avremmmo fatto noi nella stessa situazione.
Questo è il mio augurio per il 2016: che troviamo almeno un po’ del loro coraggio.

di Nicola Atalmi, Qui.

segnalato da Gioschiavinato

(via curiositasmundi)