BARABBA

Indulgi all’odio alla divisione mentre la tua testa non ce la fa più
vorresti ucciderli bruciarli dentro un fuoco e fare festa per tirarti su
Credi di essere un leone ma sei un cane con la cresta e scappi appena puoi
poi te la prendi con l’ignoto il diverso e sei razzista in fondo tu lo sai
La tua città diventa ebrea musulmana induista, questo non ti va
generalizzi fai di tutta l’erba un fascio e sei egoista privo di umiltà

Io ti riconosco sai, al tempo della peste perseguivi untori
esaltavi dittatori gridando Barabba!!! Barabba!!!
Io ti riconosco sai, al tempo della peste perseguivi untori
esaltavi dittatori gridando Barabba!!! Barabba!!!

Non ti è possibile gestire il grande caos dell’universo e le sue complessità
è molto chiaro che non tolleri nemmeno un po’ te stesso e le tue diversità
Nascendo bianco sano etero tu non l’hai fatto apposta, non ci pensi mai
poteva andarti peggio e avere un altro te che ti calpesta ed esser tu nei guai

Io ti riconosco sai, al tempo della peste perseguivi untori
esaltavi dittatori gridando Barabba!!! Barabba!!!
Io ti riconosco sai, al tempo della peste perseguivi untori
esaltavi dittatori gridando Barabba!!! Barabba!!!
Gridando Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!!
Gridando Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!!
Gridando Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!!
Gridando Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!! Barabba!!!

singolo del cantautore Pietro Paletti, estratto dall’album Qui

“…la cultura dello stupro esiste da tempo ed è ben radicata sia in Germania, che in Italia, che in Europa o Nord America. Le molestie in strada e le aggressioni sono sempre tantissime e non dipendono dall’etnia, come asseriscono molte persone in questi giorni di dibattito. Rivendicare il proprio corpo, il proprio spazio pubblico è d’obbligo, ad oggi, soprattutto per ricordare che le donne non sono terreno di speculazione razzista o politica, come sembrano pensare molte persone che, dall’alto, ci compatiscono e additano all’uomo nero da confinare. L’uomo nero ha tanti colori e vive tra noi da tempo.“

che poi a ben vedere è quello che succede durante la settimana dell’ oktoberfest di Monaco, ma sai, li sono turisti e tedeschi non ci sono migranti.