quartodisecolo: Venerdì.

 

 

spaam:

I fatti di Colonia sono alquanto complessi, soprattutto se qualcuno non ha mai vissuto in Germania e ha la concezione della donna che vige in Italia (madre – Madonna – santa – vergine – protettrice del focolare – colei che sta sempre dietro l’uomo di successo, ma un passo dietro – complemento a – subordinata a – puro orpello da presentare a famiglia/amici, ecc), ecco, dicevo, se qualcuno ha vissuto in Germania o conosce donne tedesche, saprà benissimo che non esiste un ruolo della donna in quanto donna, ma esistono donne e uomini che hanno pari diritti di fare il cazzo che gli pare nel senso che decidono loro autonomamente se fare carriera o accudire i figli per un periodo prestabilito, vivere sole o meno, uscire, scopare chi vogliono e via dicendo.

I fatti di Colonia, dunque, non sono “semplicemente” un attentato alla donna che ha subito violenza, bensì un attentato alla sua libertà di mouversi liberamente all’interno della società, incluso l’uscire la sera, di notte, come ha sempre fatto, senza dover sentire il minimo rischio di pericolo. Una cosa che in Italia non esiste, non è mai esistita e mai esisterà ed è per questo che in tutti i post a difesa della donna, letti qua sopra e che non davano contro gli immigrati, si arrivava all’amara conclusione che “capita sempre, capita da sempre, non è l’immigrato, è l’uomo in quanto maschio ad essere bestia”. Cosa appunto vera in Italia e in molti altri Paesi del Mondo ma non in Germania o nei Paesi Scandinavi dove il sesso non è una pratica tabù di cui bisogna evitarne ogni riferimento a tavola con i propri genitori, a scuola e via dicendo.

L’Italia, ricordiamolo, è quel posto dove se compri gli assorbenti al supermercato alla casa ti chiedono se vuoi il sacchetto di carta per coprirli.

Soprattutto, la Germania è il posto dove si può uscire la sera a divertirsi senza incorrere in maschi arrapati sfuggiti alla prigionia di Guantanamo o della moglie-madre-santa-vergine-ecc che davanti al marito cornuto chiude quasi sempre un occhio perchè si sa, l’uomo è cacciatore. Ditelo ad una donna tedesca e non vi ritroverete più i coglioni.

Ma il maschilismo in Italia è una pratica dura a morire e lo si vede nel quotidiano vivere. Non mi riferisco al tipo macho che picchia moglie e figli o a chi fischia la donna per strada, o si volta, o fa sempre la battutina, il commento, l’ammiccamento, ti da di gomito e poi facendo spallucce ti dice “Eh beh, siamo uomini, è normale”. Siii certo, se ti hanno lobotomizzato il cervello è normale comportarsi da bestia, ma la ragione dovrebbe aiutarti a evitare certi attegiamenti. Mi riferisco, bensì, al maschio istruito che puntualmente cade in considerazioni da “le donne alla fin fine son tutte mignotte” magari mascherato dalla battuta, dal fatto che lui è per la parità, a parole. Quello che si vanta esplicitamente di dare una mano in casa (mai sentito una donna vantarsi di dare una mano in casa al marito), di stare con il figlio (stesso discorso di aiutare in casa) e poi ti dice pure che la donna ha quel quid in più con i bambini, sai la mamma alla fin fine e che puntualmente cade in discorsi ambigui, segno che c’è ancora tanto, ma tanto lavoro da fare.

A questo si aggiungono anche le donne pseudo-emancipate, non voi le altre, quelle che le femministe hanno i peli sulle gambe, che bisogna accettarsi per come siamo e poi “cristo, ma come vai in giro?” e che a 30 anni sono tuttavia ancorate al modello Disney del principe azzurro o di Pretty Woamn.

Pretty Woman, porco… , il film che ti spiega come trovare l’amore vero andando a troie.

(via heresiae)

 

Un Paese che manda in onda un reportage su Calais (Gazebo, Raitre) alle 23.40 mentre durante il resto della giornata mondiale del migrante si occupa di cronaca nera e gossip, dichiara chiarissimamente cosa ritenga importante e cosa no.