Caro, ma estremamente infido Giorgio, la tua supponenza è irritante come l’ortica, acida come  un limone aspro, fastidiosa come una mosca impazzita. davvero mi chiedo dove trovi tu il coraggio di avanzare maligne allusioni  sulla mia virtù, che reputi carente. Mi chiedo come tu possa avere anche un solo dubbio sulla mia granitica moralità, compostezza e-oserei dire-regalità. Mata  Hari una collegiale al mio confronto? Qui, ma solo qui hai ragione.  Ho cercato invano di addestrarla alla mia scuola di sotterfugi  e femminilità. I successi scarseggiavano : era una frana a dirla tutta. Solo un impeccabile certosino, ineguagliabile, lavoro di comunicazione finalizzato alla costruzione della sua immagine, dove non sono mancati  geniali interventi di ufficio stampa e relazioni pubbliche internazionali, ne ha fatto il personaggio misterioso che tu e il mondo intero avete imparato a conoscere. Ho guidato la difesa dei diritti delle donne, come tu riconosci, ma non fraintendere, sono contro le quote rosa, o meglio, sono oltre. Punto alle quote azzurre.  Ti serviranno caro Giorgio, serviranno a te e ai tuoi pari, quando i maschi valorosi saranno rari come cuccioli di panda : i migliori dovremo reclutarli per decreto. Tu credi di sapere come impiego il mio tempo, ma sappi che ciò che sai è sempre ciò che io voglio che tu sappia. In qualità di life coach incontro periodicamente delicate e strategiche pedine dello scacchiere internazionale in località nascoste ai satelliti da uno scudo di protezione atomico da me brevettato in quinta elementare.  Non immagini quanto possa essere formativo per chi deve prendere decisioni di peso cosmico , passare qualche ora a costruire una zattera dal niente. La sfida è guadagnare il largo senza sprofondare. Spesso a molti di loro tocca un bagno gelato, qualche volta un bagno di umiltà. Dovresti provare.  Potrebbe giovarti. Con virtuosa professionalità. Rebecca.

Cara(anzi senza cara)basta con il tu: troppo confidenziale. Lei è matta, lei è visionaria, lei è infida, supponente, acida : lei, non io. E’ lei che farnetica, soprattutto sulla sua virtù. Quando l’abbia perduta non so e non mi interessa saperlo. Ha parlato di una sua “scuola di sotterfugi e femminilità”. E l’ha anche esaltata come se fosse un’accademia platonica o la Stoà di Zenone. Lei sale in bigoncia e trincia giudizi, impartisce lezioni di moralità e di professionalità, ma non sarò certo io ad abboccare al suo perfido amo. Voglio vederli i suoi ” geniali interventi di ufficio stampa e relazioni pubbliche internazionali”. Di misterioso a questo mondo, grazie o per merito delle Authority sulla privacy non c’è niente. E, se qualcosa ci fosse, non sarebbe certo lei Rebecca, a squarciare certi insondabili veli.

 

vacanza

ovviamente continua