Caro Giorgio, vedi questi piccoli sbuffi di vapore? Sto fumando il calumet della pace. Tu mi dai del lei, ma io insisto con il tu.  Oggi non ho nessuna voglia di scendere al tuo livello e di bettibeccare con te. Non hai mai avuto chance con me e la mia favella , arrenditi. Il mio umore cosi gioviale ed accondiscendente, che forse ti stupirà  lo devo anche ad un meraviglioso viaggio appena concluso, che ho intrapreso con una fra le più care e devote amiche: Michelle. Si, sai bene di chi parlo, la signora La Vaughn Robinson coniugata Obama. Ogni tanto interrompiamo la routine quotidiana e ci concediamo un viaggio. Quest’anno ci siamo dirette in Africa. Abbiamo guidato una carovana di camion che, passato lo stretto di Gibilterra, hanno percorso il continente nero da cima a fondo. Destinazione finale : Mozambico. Abbiamo portato generi di prima necessità in alcuni villaggi, e non era la prima volta per me. Del resto chi credi abbia contribuito in maniera rilevante ai movimenti della primavera araba? Ne avrei da raccontare ma il riserbo in certe circostanze è d’obbligo. Posso però dirti che ogni volta è la stessa inebriante e sconvolgente emozione. Tu, figura mitologica metà uomo e metà libro, non puoi capire la panteistica sensazione che domina chiunque sbarchi nell’affascinante  e contradditorio sud del  mondo. I profumi, i colori, la bellezza, il calore, ma anche la sofferenza, il dolore e la sconcertante dimostrazione della cattiveria umana sono alcune tra le facce di quel prisma chiamato Africa. Abbiamo guidato su terreni sterrati, nel deserto, nella foresta. L’arrivo in Mozambico è stato accolto da festanti ragazzini dal sorriso bianchissimo su pelle d’ebano, e dalle loro madri con occhi di velluto. Di uomini neanche l’ombra. Per loro  c’è  sempre una guerra da combattere e, in fondo non sono poi così necessari. La nostra arma segreta sono le donne: faremo in modo che siano loro a comandare e, giungeremo ad esautorare-non voglio dire eliminare-ogni singolo uomo. Cominciamo da te? Con perspicacia ironia Rebecca.

Cara Rebecca, come si permette di darmi del tu? Chi l’ha autorizzata? La sua sosia? Non ci credo. I suoi sbuffi di vapore mi offuscano la vista . Il calumet della pace non lo fumerò mai, né con lei né con altri come lei. Io per i miei amici scrivo : non scendo a compromessi. Amo  l’Africa che ho esplorato da cima a fondo, prendemdomi due volte la malaria e il morbillo. Lei è amica di Michelle? Ebbene io sono amico di Barack,  che quando fu eletto presidente mi propose di fargli da portaborse, poi, vista la mi scarsa vigoria, da portavoce. E’ un opera santa distribuire viveri e generi di prima necessità agli indigeni, ma non dimentichi che per diciannove anni ho fatto il medico senza frontiere, al punto che, persa la bussola una notte mi sono perduto nel deserto sahariano. Qui mi fermo, offeso dal pessimo concetto che lei ha di noi uomini. Solo uno ce l’ha peggiore : io.

 

 

 

 

 

un giorno inventeranno la scatola nera per le liti di coppia

e allora milioni di maschi saranno scagionati

non colpevoli, ma avremo torto lo stesso