gualty: risvegli………………….

risvegli

 

 

 

 

 

 

microlina:

gigiopix:

Mi fermo al supermercato a prendere una cosa, arrivo alla cassa, e davanti a me c’é una cinquantenne bionda ossigenata, zeppe coi tacchi da 30 cm, minigonna a filo topa, calze a rete, labbra a canotto, e due puppe sproporzionate che sembrano gonfiate col compressore.

Con lei una ragazza sui 20 anni, vestita normale, che immagino essere la figlia.

Mi casca l’occhio su questa bionda, poi incrocio lo sguardo della figlia, che alza le spalle, e fa una faccia tipo “o allora, che ci posso fa’ se si vuole concia’ a quer mo’ li’ ?

Io non riesco a trattenermi, e mi scappa una risatina. La cassiera, che ha visto tutto, ride anche lei, e anche la figlia non riesce a trattenersi. La bionda ci guarda ridere tutti, e non capisce cosa sta succedendo.

In quell’istante arriva un’altro tizio dietro di me, ci vede ridere, guarda la bionda, e dice “BOIA, ‘HE POPO’ DI TEGAME CINGOLATO!”.

A quel punto non ci si regge piú e si comincia tutti a ridere sguaiatamente 😀

La bionda ci guarda malissimo, ed esce tutta incazzata.

Esco, vado alla macchina, e me la ritrovo proprio davanti: aveva parcheggiato davanti a me. CON LA CODA DELLA MACCHINA MEZZA FUORI, IN DIAGONALE, E SULLA STRISCIA TRA DUE PIAZZOLE. E la macchina (una matiz) aveva entrambi gli angoli paraurti anteriore spaccati e ammaccati.

Non riesco a resistere, e mi sfugge un’altra risata 😀

La bionda trascina la figlia in macchina, e va via tutta sfavata (guidando con le zeppe da 30 cm), con una partenza del tipo “o la ingolfo, o fo la sgommata alla fast and furious”.

Solo che il parcheggio del supermercato é corto, per cui dopo 20 metri é subito costretta a inchiodare allo stop. E aspettare che una vecchina col carrellino le passi davanti al rallentatore. La sentivo sgasare per ripartire che nemmeno Toretto al semaforo con la Chevrolet. Lol 😀

Sono rimasto 5 minuti nel parcheggio, non riuscivo a smettere di ridere 😀

Il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente questo:

Pirandello dà poi finalmente una sorta di definizione di umorismo, scandendo nello stesso momento la distinzione tra comico e umoristico. Si tratta della famosissima immagine della signora imbellettata:
“Ebbene, noi vedremo che nella concezione di ogni opera umoristica, la riflessione non si nasconde, non resta invisibile, non resta cioè quasi una forma del sentimento, quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira; ma gli si pone innanzi, da giudice; lo analizza, spassionandosene; ne scompone l’immagine; da questa analisi però, da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira: quello che potrebbe chiamarsi, e che io difatti chiamo il sentimento del contrario.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico”.

Non saprei, magari la bionda era solo stronza e sicuramente le parole di Pirandello sono datate (o insufficienti: sostituire il marito giovane con qualsivoglia altra cosa che ci cerca disperatamente di non perdere) ma, insomma, magari anche no 😉 Diciamo che a me suscita molta pietà, soprattutto per come ovviamente la figlia la giudica.

(via kon-igi)