ciao Giorgio, hai vinto tu. Ho provato a fare la sostenuta, ad essere superiore/penso ancora a buon diritto di esserlo, ma posso passarci sopra), ma la parte femminile di me ha preso il sopravvento. In particolare quella parte di me che si nutre di pane e nostalgia, sentimento che anche tu, che ami crogiolarti nei ricordi ben conosci. Ti scrivo dal ponte superiore del mio veliero battente bandiera panamense, ora ormeggiato al largo di Nosy Be, angolo di paradiso staccatosi dalla volta celeste e rimasto ancorato a nord del Madagascar.  Ti scrivo oggi perché il calendario segna una data importante : il tuo compleanno. Nelle tue ultime tue lettere mi dai del lei, e lo capisco, sei arrabbiato. Scoprire la mia identità di sosia al soldo di tua moglie non deve essere stato piacevole. Ti sei sentito tradito, umiliato.  Mentirei se dicessi che non era nostra intenzione farti sentire così. In fondo un po’ lo era. Probabilmente Gertrude  ha voluto punirti per qualche tua malefatta. Che tu l’abbia commessa  o abbia avuto solo l’idea di farlo, poco conta. Una moglie deve stare sul chi vive, si sa. Ma oggi è il tuo compleanno, e non posso fare a meno di ricordare come l’abbiamo festeggiato l’anno scorso. Ricordi com’eri emozionato mentre ti veniva allacciata l’imbragatura? Nessuno voleva credere che tu saresti davvero riuscito a fare quel salto da 111 metri : certo, offrirti per il tuo genetliaco un bungee jumping sulle cascate vittoria che i nativi chiamano “fumo che tuona” è stato un tantino ardito. Ci siamo lanciati nel vuoto mano nella mano, gli elastici stretti nelle caviglie. Non si poteva parlare, il frastuono dell’acqua copriva ogni altro suono. Però vedevo che muovevi le labbra, recitavi  “Odi et amo” di Catullo per farti coraggio. Il tuo fisico ha retto bene ai ripetuti rimbalzi e alla scarica di adrenalina che avrebbe risvegliato un morto, anzi, cento morti. Quando ancora traballanti, abbiamo rimesso i piedi nella terra ferma , sembravi addirittura muscoloso. Ripensaci. Giorgio, ripensa alle avventure che ti ho fatto vivere. Solo così potrai perdonarmi se ogni tanto ti ho maltrattato e ingannato. Sono spietata lo so , ma fa parte del mio lavoro. Ora mi darai di nuovo del tu? Rebecca.

No, cara Rebecca. Vi darò del voi come ai tempi del nefasto Benito. Avete ragione: ho vinto io. E continuerò a vincere. Non fate la sostenuta e abbassate la cresta.  Voi sarete superiore a voi stessa e ci vuole poco), ma non a me. Solo Gertrude, “la volpe” è superiore a me. perché la temo. Che la vostra parte femminile abbia preso il sopravvento, mi lascia indifferente. anche se si nutre di pane e nostalgia, come si nutre la mia( sempre meno di pane, sempre più di Imu e nostalgia). Vi ringrazio degli auguri, ma vi avrei ringraziato di più se ve li foste risparmiati. quanto a Gertrude di cui millantate di essere la sosia, non deve perdonarmi niente, perché non sono colpevole, nei suoi confronti di alcuna malefatta. Sono un marito più fedele di un pechinese e mia moglie non ha motivo di preoccuparsi e lamentarsi. Io , cara Rebecca,, in cuor mio, e anche nelle altre fibre, più intime e peccaminose, vi desidero. A un vostro cenno, e all’insaputa di Gertrude, di cui, per la prima volta mi mostrerei indegno, vorrei raggiungervi con un volo charter in Madagascar, dove voi state veleggiando in compagnia non so di chi. Verrei armato fino ai denti di catulliana passione. E non mi rintuzzate : potrei farla finita con una bitta al collo nella rada di Toliary , Tropico del capricorno.

 

un giorno inventeranno la scatola nera per le liti di coppia
e allora milioni di maschi saranno scagionati

Non colpevoli, ma avremo torto lo stesso…

continua….